Durante la campagna elettorale erano state espresse forti perplessità riguardo alle dichiarazioni del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che aveva pubblicamente prospettato per Giovanni Grasso – Presidente dell’Ordine degli Infermieri e capolista della lista Casa Riformista – un incarico in Regione.
Oggi quella promessa si è concretizzata con la sua nomina a Direttore dell’ARS Toscana, segnando la prima volta in cui questo ruolo viene attribuito secondo una logica percepita come prettamente politica e non fondata sulle competenze richieste.
Il regolamento dell’Agenzia Regionale di Sanità stabilisce che il Direttore debba possedere una comprovata esperienza in sanità pubblica, epidemiologia o gestione sanitaria.
Come numerosi operatori del settore hanno evidenziato, tali requisiti non risultano presenti nel percorso professionale di Grasso, né emergono dal suo curriculum.
La sua carriera si è infatti svolta interamente nella sanità privata, senza esperienze dirette nella governance del sistema pubblico:
un elemento che solleva dubbi sulla coerenza tra il suo background clinico-assistenziale e un incarico che richiede competenze scientifiche, capacità di analisi epidemiologica e una profonda conoscenza dei processi sanitari regionali.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento politico: la lista Casa Riformista, di cui Grasso è capolista, è sostenuta proprio da settori della sanità privata in cui egli stesso opera.
Questo intreccio tra percorso professionale, sostegno politico e incarico istituzionale alimenta interrogativi sulla natura della scelta compiuta dalla Regione e sulla direzione che il Presidente Giani intende imprimere al sistema sanitario toscano.
La domanda, dunque, rimane aperta: per quale ragione affidare a un operatore della sanità privata un ruolo strategico nella sanità pubblica regionale? Al Presidente Giani l’ardua risposta.

