La fraternità di Casa Betlemme annuncia la notizia della morte di Flora Gualdani. La salma sarà esposta da questa mattina nella cappellina di Casa Betlemme in località Indicatore.
I funerali si svolgeranno mercoledì mattina ore 10:30 nella Cattedrale di Arezzo con la presenza del vescovo Mons. Andrea Migliavacca e del cardinale Gualtiero Bassetti.
Flora Gualdani è nata nel 1938 ad Arezzo in località Indicatore dove ha vissuto tutta la vita. Ostetrica dal 1959 e puericultrice, ha lavorato nella sanità pubblica fino all’inizio degli anni ’90, facendo nascere diverse migliaia di bambini negli ospedali e in giro per il mondo: è riconosciuta come un’autorità nella sua professione.
Figlia di due contadini che sono stati capaci di volersi bene tutta la vita trasmettendole, insieme alla fede e al valore del sacrificio, il rispetto per la saggezza della natura.
Suo padre, prigioniero dopo la disfatta di Caporetto, sopravvisse agli stenti del lager austro ungarico soltanto grazie alla forza di un sogno che lo teneva in piedi:
avere un giorno una famiglia e una bambina dagli occhi neri.
Tornato dalla prigionia, nel 1922 quell’aretino analfabeta parte per gli USA dove, emigrante per undici anni, riesce faticosamente a guadagnare ciò che gli occorre per rimpatriare e realizzare il suo sogno: comprarsi due ettari di terra dove fare il contadino da uomo libero e metter su una famiglia.
Cresciuta su queste robuste radici familiari, la bambina dagli occhi neri, dopo gli studi da ostetrica compiuti a Firenze comincia fin dagli anni ‘60 – mentre lavora in ospedale ad Arezzo – a usare le ferie per allargare la sua esperienza all’estero in un personale “servizio alla maternità senza frontiere”:
con lo scopo di osservare la condizione della vita nascente e della maternità in altri contesti geografico culturali, visitando ospedali e missioni in Inghilterra, Svezia, Cipro, Africa, Cina, Messico, Stati Uniti.
Si immerge quindi avventurosamente in scenari di guerra e disastri umanitari: Bangladesh e India, dal conflitto in Cambogia a quello in Bosnia, passando per il terremoto dell’Irpinia.
Per compiere al meglio questi servizi come volontaria, ottiene un diploma di interprete in lingua francese, supera a Roma i test per il brevetto da elicotterista (partecipando ad alcune lezioni di volo) e frequenta per quattro anni la Facoltà di Medicina all’Università di Firenze (sostenendo alcuni esami) con l’idea di attrezzarsi un’ambulanza personale.
Nel suo primo viaggio in Terra Santa durante un periodo di ferie, nell’agosto 1964 dentro la grotta di Betlemme comprende la sua vocazione. Rientrata in Italia, trova in reparto una giovane donna povera e gravemente malata di cancro, che non intende abortire neppure davanti al consiglio dei medici.
Di fronte al gesto eroico di quella donna, Flora si sente interpellata e le sta vicina: dopo il parto, prende con sé la neonata per un po’ di tempo mentre la giovane mamma si cura e guarisce. Quel primo caso di accoglienza diviene il primo di una lunga serie.
Quando l’abitazione diventa stretta, Flora chiede alla famiglia la sua parte di eredità e utilizza quell’ettaro di terra per costruire (con ingenti sacrifici personali e l’aiuto di alcuni volontari) alcune casette immerse in un grande parco:
un piccolo villaggio della solidarietà dove nei decenni ospita decine di ragazze madri di ogni provenienza, cultura e religione, collaborando gratuitamente con le istituzioni (Istituto degli Innocenti, reparto di pediatria, servizi sociali), con le parrocchie e successivamente, quando nascerà, il Movimento per la vita.
Riceve in affidamento dal Tribunale per i Minorenni di Firenze numerosi neonati in stato di bisogno. “Casa Betlemme” nasce quindi come una delle prime strutture private in Italia per l’accoglienza delle maternità difficili, una esperienza di casa-famiglia pionieristica nel contrasto anche alla istituzionalizzazione dei minori.
Nell’attenzione ai segni dei tempi, dopo un periodo di aggiornamento scientifico all’Università Cattolica del S. Cuore di Roma dove ha come maestri figure straordinarie (i genetisti Jerome Lejeune e Angelo Serra, la psichiatra Wanda Połtawska, la ginecologa missionaria Anna Cappella e i coniugi medici Billings, insieme al teologo Caffarra e al bioeticista Sgreccia), dagli anni ’80 amplia il suo impegno nella prevenzione affiancando all’accoglienza anche un’intensa attività educativa e culturale sulla procreazione responsabile, avviata prima in modo capillare nella sua diocesi e poi sempre più richiesta in giro per l’Italia.
Casa Betlemme diventa così un centro di formazione dove si preparano generazioni di giovani e sposi ma anche numerosi educatori, operatori sanitari, religiosi e donne consacrate. Questa realtà è oggi una scuola di vita e di promozione umana – apprezzata a livello nazionale – dove si coniugano azione e contemplazione, in un messaggio di armonia tra scienza, fede e carità.
Flora la definisce una piccola e inedita «Università dell’amore alla persona, con Facoltà della vita».
La sua iniziativa ha dato vita ad una fraternità di collaboratori laici che, singoli o sposati, vivono del proprio lavoro e seguono la Regola “Ora, stude et labora”, con una spiritualità centrata sulla contemplazione del mistero del Verbo Incarnato e l’esaltazione della Maternità di Maria.
Sotto la guida della fondatrice e sul suo esempio, questa fraternità si occupa di alfabetizzazione bioetica, teologia del corpo e procreazione responsabile (fertility awareness) offrendo gratuitamente consulenze qualificate, corsi di formazione e iniziative di sensibilizzazione mediante anche il linguaggio artistico.
Abilitata all’insegnamento del metodo Billings (Roma 1986) e diploma in “Bioetica e cultura della vita” (Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare, Roma 2006), in un percorso di aggiornamento permanente, dopo il pensionamento Flora ha continuato fino a tarda età a frequentare convegni e congressi internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
Oggetto di varie tesi di laurea, la sua esperienza compare in numerosi libri, reportage e all’interno del documentario «Il tempo delle donne» realizzato per la RaiTv da Costanza Miriano nel 2018.
L’associazione Oratorium, su iniziativa di Padre Maurizio Botta, ha prodotto a Roma nel 2019 il documentario «Alle sorgenti della vita» interamente dedicato alla storia di Flora e reso disponibile su YouTube.
Ha partecipato al dibattito bioetico contemporaneo mediante interviste, testimonianze e pubblicazioni varie. Ha tenuto numerose conferenze in giro per l’Italia, tra quelle più recenti si citano:
«La grandezza della maternità: nella Madonna e in ogni donna» (Roma 2016, Chiavari 2017, La Spezia 2019) e due Lectio magistralis tenute rispettivamente al congresso internazionale “A cinquant’anni dalla lettera enciclica Humanae vitae” (Brescia 2018) e al corso di formazione “Reti generative a sostegno della bellezza dell’umano” (Milano 2018).
Tra i suoi interventi accademici: «Autorità e dolore: l’esperienza di Casa Betlemme», relazione al convegno “Autorità femminile” (Istituto di Studi Superiori sulla Donna, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma 2013) e «L’opera di Casa Betlemme», relazione al IV incontro internazionale ex studenti della Facoltà di Bioetica, a margine del Convegno “Bioetica, Miseria e Misericordia”, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma 2016 (Studia Bioethica, vol.10, n.1, 2017, 43-51).
Nel 2010 l’opera di Flora è stata presentata a Milano nell’ambito del «Progetto Europeo San Benedetto» (European Institute for Family Life Education, Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia) sul tema: «Natural Family Planning.
Links between love and trasmission of life». A margine del convegno internazionale sulla “Teologia del corpo” (Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma 2011) è stata inserita nell’elenco delle varie organizzazioni, sparse per il mondo, che sono impegnate su questa materia. Nel 2018 è nominata membro onorario della Confederazione Italiana dei Centri per la Regolazione Naturale della Fertilità.
Flora ha pubblicato il primo libro nel 1994 con lo pseudonimo Letizia di Gesù Bambino. Nel 2013 ha pubblicato la raccolta Betlemme Betlemme speranza futura, Canto alla vita. Scritti spirituali e poetici anni 1958-1998 (prefazione di Claudia Koll, Letizia Editore, Arezzo).
L’iniziativa individuale di Flora è divenuta associazione di volontariato nel 1981. Ha ottenuto il primo riconoscimento ecclesiale nel Natale 2005 con decreto diocesano dell’allora vescovo aretino Mons. Gualtiero Bassetti che volle erigere questa forma di missionarietà laica ad associazione pubblica di fedeli.
L’opera di Flora produce da decenni frutti multiformi sia sul piano sociale sia su quello educativo culturale a sostegno della famiglia, della maternità e delle giovani generazioni. Ha seguìto fin dall’inizio lo stile del nascondimento e della piccolezza, in una radicale scelta evangelica e francescana basata su una voluta povertà.
Non avendo mai attivato convenzioni economiche con le istituzioni, la sua opera si basa quindi sul sacrificio personale e sulla totale gratuità, in abbandono fiducioso nelle mani della divina provvidenza.
Collocandosi nel solco delle utopie concrete, questo stile ha prodotto lungo i decenni notevoli risparmi nei bilanci pubblici ed ecclesiastici, facendo diventare Flora una figura esemplare nel mondo del volontariato e della cittadinanza attiva.
Tra gli altri riconoscimenti si citano: “Premio della bontà” (Lions Club, Arezzo 1983), Premio cittadino “Chimera d’oro” per l’impegno sociale (Teletruria, Arezzo 1994), Premio letterario alla carriera “Santa Gianna Beretta Molla”, «per aver difeso la vita con la penna e con le opere» (Scienza & vita, Pontremoli 2013), Premio “Ruah per l’Arte e la Cultura” (associazione Le Opere del Padre, Roma 2013), Premio della IV “Marcia Nazionale per la vita” come «ardente e amorosa discepola del Dio che si è fatto Bambino» (Roma 2014), Premio “Una vita per la vita” «per il suo instancabile impegno personale e professionale e per la costante dedizione al rispetto, alla difesa, all’amore e al servizio della vita, di ogni vita umana» (Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Facoltà di Bioetica, Roma 2018), 37a edizione “Premio Internazionale Medaglia d’oro al merito della Cultura Cattolica” (Scuola di cultura cattolica, Bassano del Grappa 2019), Premio cittadino “Civitas Aretii” XVII edizione (Comune di Arezzo, 2020).

