Punto nascita Valdarno, il Ministero apre al monitoraggio di sei mesi

Il trend di crescita delle nascite e l'aumento dell'attrattività della struttura nella valutazione del Comitato percorso nascita nazionale

E’ arrivata ieri, mercoledì 5 agosto, alla Regione Toscana la risposta del Ministero della Salute alla richiesta di deroga per il mantenimento del punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia.
 
A seguito della comunicazione, nella giornata di oggi l’assessore regionale alla sanità Monia Monni ha convocato una riunione in videoconferenza alla quale hanno partecipato il direttore generale della Asl Toscana Sud Est e i sindaci, presidenti delle Conferenze dei sindaci dei territori interessati, per illustrare il contenuto del parere espresso dal Comitato percorso nascita nazionale.
 
Nel documento, che è stato illustrato durante la riunione, il Comitato percorso nascita nazionale esamina le richieste relative ai punti nascita di Poggibonsi, Montepulciano e dell’ospedale del Valdarno.
 
Per quanto riguarda la struttura della Gruccia, il Comitato rileva un indice di attrazione pari all’89% e prende atto della documentazione tecnica e della relazione descrittiva trasmesse dalla Regione Toscana in data 8 maggio.
 
Pur ritenendo che non sussistano le condizioni di reale disagio orogeografico previste dal decreto ministeriale del 2015, requisito sul quale si fonda la concessione della deroga, il Comitato ha valutato positivamente il percorso di rafforzamento del punto nascita avviato dalla Regione Toscana.
 
In particolare, viene riconosciuto che sono state adottate tutte le misure correttive necessarie per migliorarne l’attrattività e che tali interventi stanno producendo risultati concreti, come dimostra il costante incremento delle nascite registrato negli ultimi mesi.
 
Alla luce di queste valutazioni, il Comitato percorso nascita nazionale, pur confermando il parere non favorevole già espresso nel 2025, propone di attivare un periodo di stretto monitoraggio della durata di sei mesi sul punto nascita dell’ospedale del Valdarno, preso atto anche del processo di riorganizzazione della rete nascita avviato dalla Regione Toscana.
 
Al termine del periodo, il monitoraggio potrà essere prorogato attraverso una nuova richiesta formale da parte della Regione, a condizione che siano garantiti gli standard di sicurezza previsti dalla normativa.
 
Ad oggi il punto nascita della Gruccia ha raggiunto quota 300 parti, un dato che conferma il trend di crescita registrato nel corso del 2026 e che testimonia l’efficacia delle azioni messe in campo per rafforzare il servizio e aumentarne l’attrattività.
 
“Si tratta di una risposta che valutiamo positivamente anche se con prudenza – commenta la presidente della Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno aretino, Valentina Vadi –.
 
Se da un lato il Comitato nazionale conferma il parere non favorevole sulla deroga per motivi strettamente orogeografici, dall’altro riconosce il valore del lavoro svolto in questi mesi dalla Regione Toscana e dall’azienda sanitaria per rendere il punto nascita della Gruccia più attrattivo.
 
Pare proprio questo elemento ad aver assunto un peso determinante nella valutazione del Ministero.
Il monitoraggio di sei mesi rappresenta un’opportunità importante – continua Vadi – perché consente di proseguire il percorso avviato e di consolidare i risultati raggiunti.
 
L’aumento dell’indice di attrattività del nostro punto nascita e la crescita costante del numero dei parti, arrivati oggi a quota 300, dimostrano che le azioni messe in campo stanno funzionando e che gli investimenti organizzativi e professionali stanno dando i risultati attesi.
 
In modo particolare nel parere si evidenzia che la Regione Toscana ha adottato tutte le misure correttive per migliorare l’attrattività del punto nascita di Montevarchi”.
 
La presidente della Conferenza dei sindaci ha inoltre rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a questo percorso.
 
“Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento alla direzione della Asl Toscana Sud Est, ai professionisti delle unità operative di ostetricia e ginecologia, pediatria e neonatologia, al consultorio, alla Zona distretto e a tutti gli operatori che, con professionalità e dedizione, hanno lavorato per rafforzare il punto nascita del nostro ospedale.
 
Il riconoscimento ottenuto dal Comitato nazionale sull’accresciuta attrattività della struttura è il frutto del loro impegno quotidiano”.
 
Infine, Vadi esprime apprezzamento per l’impostazione delineata dalla Regione Toscana durante la riunione:
difesa dei tre punti nascita e rivendicazione del lavoro fatto durante il 2026 e definizione di un modello di integrazione toscano che dovrà essere validato dal Ministero.
 
“La proposta di sviluppare team integrati tra i diversi ospedali ritengo che rappresenti la strada più appropriata in un contesto segnato da una progressiva denatalità.
 
Quando se ne realizzeranno le condizioni organizzative e la necessità, questo modello potrà rappresentare un’opportunità concreta per garantire continuità e prospettive anche al punto nascita della Gruccia, mantenendo elevati standard di qualità e sicurezza per le donne e per i loro bambini.
 
Per il momento il nostro obiettivo rimane quello di raggiungere i 500 parti alla fine dell’anno e non avere necessità di deroghe per l’anno 2027”.
 
A questo scopo la Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno aretino continuerà a monitorare la situazione del punto nascita dell’ospedale del Valdarno, come fa ormai dall’inizio del 2026.
 
Il prossimo incontro della Conferenza dei sindaci, integrata alla direzione dell’azienda sanitaria e ai primari dei reparti di ostetricia, ginecologia e pediatria e al direttore di zona distretto si terrà il prossimo 10 settembre.

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