San Giovanni Valdarno: raccolta differenziata oltre l’82%

Il Consiglio comunale di San Giovanni Valdarno, che si è riunito ieri, ha preso atto del Piano economico finanziario (PEF) 2026 del servizio di gestione dei rifiuti, già validato dall’ATO Toscana Sud e ora destinato all’approvazione finale da parte di ARERA.

Contestualmente sono stati illustrati anche i risultati del primo semestre di applicazione della Tariffa Corrispettiva Puntuale, che evidenziano un miglioramento sia sul fronte economico sia su quello ambientale, con costi sotto controllo e una crescente adesione dei cittadini a comportamenti virtuosi.

Il Piano economico finanziario 2026 ammonta a 3.575.035 euro, al netto dell’IVA, come previsto per i comuni che applicano la Tariffa Corrispettiva Puntuale. Rispetto al 2025 l’incremento è pari all’1,75% sul PEF complessivo e allo 0,75% sul PEF ante detrazioni, risultando il più basso dell’intera provincia di Arezzo.

Il confronto con gli altri comuni aretini, riportato nella deliberazione dell’ATO Toscana Sud numero 7 del 15 luglio 2026, conferma infatti San Giovanni Valdarno come il territorio con la crescita più bassa:

seguono Terranuova Bracciolini (+2,85%), Cavriglia (+2,80%), Capolona e Subbiano (+3%), Montevarchi e Sansepolcro (+3,06%), Arezzo (+3,11%), Marciano della Chiana (+3,19%), Monte San Savino (+3,20%), Bibbiena (+3,35%), Bucine (+3,37%) e Castiglion Fiorentino (+3,45%).

La media provinciale si attesta al +2,98%, mentre quella dell’ATO Toscana Sud, che comprende 104 Comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto, è pari al +2,85%. Ancora più elevati gli incrementi nell’ATO Toscana Centro, dove la media raggiunge il 6,7%, con il Comune di Firenze che applica l’aumento massimo consentito da ARERA e Prato che registra un incremento dell’8,5% per le utenze domestiche.

Tre sono gli elementi che caratterizzano il PEF 2026 di San Giovanni Valdarno. Il primo riguarda il corrispettivo riconosciuto a Sei Toscana, che rappresenta la componente principale del Piano economico finanziario e che diminuisce da 3.250.317 euro a 3.140.166 euro, con una riduzione del 3,39%, pari a 110.151 euro in meno.

L’incremento complessivo del PEF deriva quindi esclusivamente dai costi comunali diretti, da conguagli e altre componenti tecniche.

Il secondo elemento è rappresentato dall’attività di recupero dell’evasione da parte degli uffici comunali di San Giovanni Valdarno, che registra un deciso incremento.

Le entrate passano infatti da 17.624 euro nel 2025 a 113.841 euro nel 2026, quasi 100 mila euro in più che vengono portati in detrazione del PEF, contribuendo a ridurre il peso della tariffa per i contribuenti in regola.

Il terzo aspetto riguarda l’assenza di eccedenze tariffarie dovute al superamento del limite di crescita. Su 104 comuni appartenenti all’ATO Toscana Sud infatti, ben 64 hanno prodotto eccedenze per oltre 13 milioni di euro complessivi, somme che dovranno essere recuperate negli esercizi futuri attraverso aumenti tariffari.

San Giovanni Valdarno, invece, non genera alcun debito da trasferire agli anni successivi e mantiene il proprio PEF ampiamente al di sotto del limite di crescita del 2,80% fissato da ARERA, senza ricorrere a deroghe o ad artifici contabili.

Nel corso della seduta sono stati presentati anche i primi risultati della Tariffa Corrispettiva Puntuale, entrata in vigore dal 1° gennaio 2026. Il monitoraggio, effettuato su oltre 8.300 utenze domestiche tra gennaio e giugno, ha registrato più di 116 mila vuotature dei contenitori del rifiuto indifferenziato.

Quasi tutte le categorie di utenza si collocano al di sotto delle soglie minime deliberate.

I dati evidenziano inoltre un progressivo cambiamento nelle abitudini di conferimento. Tra maggio e giugno le vuotature complessive sono diminuite da oltre 21.300 a meno di 20.000, mentre la media mensile per utenza è passata da 2,5 a 2,4 conferimenti, segnale di una progressiva riduzione della quantità di rifiuto indifferenziato prodotto.

Parallelamente cresce in modo significativo la raccolta differenziata. Nel primo semestre del 2025 il dato era pari al 70,49%; nello stesso periodo del 2026 ha raggiunto l’82,09%, con un incremento di 11,61 punti percentuali.

La crescita è stata costante durante tutto il semestre: dall’80,02% di gennaio si è passati all’81,54% di febbraio, all’81,87% di marzo, all’82,98% di aprile, all’83,05% di maggio fino all’83,13% registrato nel mese di giugno.

In diminuzione anche la produzione di rifiuto urbano pro capite, passata da 430,36 chilogrammi per abitante nel 2025 a 423,67 chilogrammi nel primo semestre del 2026, con una riduzione dell’1,55%. Un dato che conferma come il miglioramento non sia riconducibile a un effetto temporaneo dovuto all’introduzione del nuovo sistema tariffario, ma rappresenti un cambiamento strutturale nei comportamenti dei cittadini.

Nel corso dei primi sei mesi dell’anno sono stati inoltre gestiti 2.476 contatti con l’utenza, prevalentemente relativi ai servizi ordinari, come il ritiro dei rifiuti ingombranti, richieste di manutenzione e informazioni. Le segnalazioni relative a criticità si sono mantenute su livelli contenuti.

Prosegue infine l’attività del tavolo permanente di monitoraggio tra Comune, Sei Toscana e direzione ATO Toscana Sud, che effettua verifiche mensili sull’andamento dei conferimenti, sulle segnalazioni dei cittadini e sugli aspetti organizzativi del servizio.

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