Pronto soccorso, Falchi (AVS): «Esternalizzazione preoccupante”

Il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra ha depositato un’interrogazione sulla delibera Asl da 570 mila euro per l’affidamento dei codici minori al terzo settore:

«Pur comprendendo le enormi difficoltà del comparto, è necessario ribadire che le risposte ai bisogni di salute devono essere interamente pubbliche».

“La scelta della Asl Toscana Sud Est di affidare la gestione dei codici a bassa priorità del Pronto Soccorso del San Donato di Arezzo a un’Associazione Temporanea di Scopo, per un costo di circa 570 mila euro all’anno, accende un faro su una modalità di gestione emergenziale che consideriamo preoccupante e che, soprattutto, non può rappresentare la soluzione alle difficoltà di assunzione e gestione del personale sanitario”.

Con questa dichiarazione il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Lorenzo Falchi, annuncia il deposito di un’interrogazione a risposta scritta.

L’atto ispettivo prende le mosse dalla delibera n. 626 del 18 giugno 2026, con cui l’Azienda sanitaria ha formalizzato l’accordo annuale con l’ATS composta da realtà del terzo settore per far fronte all’overcrowding e alla carenza di medici dell’emergenza-urgenza.

«Siamo perfettamente consapevoli – spiega Falchi – delle grandi difficoltà storiche e sistemiche che si trova ad affrontare il servizio sanitario regionale, stretto tra bisogni di salute crescenti, complessità economiche e, soprattutto, dai rigidi limiti di spesa e di bilancio imposti a livello nazionale dai governi che si sono succeduti.

Ciononostante, riteniamo che la strada per risolvere la congestione delle strutture d’accettazione non possa essere quella di inserire un terzo soggetto nel rapporto di cura tra cittadino e azienda pubblica, frammentando il servizio e alimentando anche forti perplessità sulla reale convenienza economica rispetto a un piano di assunzioni dirette».

L’esponente di AVS commenta anche il dibattito in corso e i chiarimenti emersi a livello istituzionale: «Prendiamo atto e siamo rassicurati dalle dichiarazioni dell’assessore alla Sanità Monia Monni, che ha voluto circoscrivere questa modalità a una misura puramente temporanea per fronteggiare una fase molto critica e acuta.

Tuttavia, crediamo sia indispensabile ricevere rassicurazioni e garanzie precise anche sulla programmazione di medio e lungo periodo.

La Regione Toscana deve chiarire con quali strumenti e con quale tempistica intenda investire concretamente sul personale pubblico – in particolare nell’area medica e infermieristica critica – per superare la logica delle “toppe” annuali e garantire che i Pronto Soccorso, così come ogni altro presidio sanitario essenziale, siano gestiti interamente e direttamente dal servizio pubblico».

Con l’interrogazione presentata, il consigliere chiede infine di conoscere, appena disponibili, i primi dati della sperimentazione, i criteri di misurazione dei risultati e le modalità assistenziali nelle fasce orarie non coperte dalla convenzione, ribadendo l’urgenza di difendere l’universalità e l’equità del sistema sanitario toscano.

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