A Marciano della Chiana arriva il festival della musica antica

Nella suggestiva cornice della Torre Medievale di Marciano della Chiana, sabato 18 e domenica 19 luglio, è in programma la XIV edizione di Suoni dalla Torre, il festival dedicato alla musica antica parte integrante del più ampio Festival delle Musiche, manifestazione che da anni valorizza il patrimonio culturale, musicale e storico del territorio attraverso proposte artistiche di alto profilo a cura di Officine della Cultura.

Suoni dalla Torre, per la direzione artistica di Massimiliano Dragoni, rappresenta un’esperienza culturale unica, capace di intrecciare ricerca, divulgazione e spettacolo.

In un contesto locale che promuove un ricordo ancora vivo della propria storia, il festival si presenta come uno spazio privilegiato dove la musica antica dialoga con i luoghi che ne hanno custodito la memoria per secoli, creando un ponte tra patrimonio materiale e immateriale.

«La collaborazione con il Festival delle Musiche e con Suoni dalla Torre ha contribuito negli anni a consolidare un rapporto profondo tra Marciano della Chiana e la musica antica», dichiara Gionata Salvietti, Assessore alla Cultura del Comune di Marciano della Chiana.

«Un legame che oggi è diventato parte integrante dell’identità culturale del nostro paese, capace di valorizzare la storia del territorio e di richiamare visitatori attraverso proposte artistiche di grande livello.»

L’edizione 2026 sarà caratterizzata da due appuntamenti straordinari che testimoniano la capacità del festival di generare progetti culturali originali e profondamente legati alla storia locale.

Sabato 18 luglio sarà infatti presentato il disco “La battaglia di Scannagallo 1554”, pubblicato dall’etichetta Tactus, risultato di un lungo lavoro di ricerca storica e musicale sviluppato dall’ensemble Anonima Frottolisti e dal Coro Effetti Sonori intorno alla Battaglia di Scannagallo.

Un progetto nato all’interno del percorso di Suoni dalla Torre e cresciuto negli anni grazie al rapporto diretto con il territorio, le sue istituzioni culturali e la sua memoria storica.

Il festival ha rappresentato il terreno fertile nel quale musicisti, studiosi, cantori e attori hanno potuto incontrarsi e collaborare fino a dare vita a un’opera unica nel suo genere, capace di raccontare attraverso la musica, la poesia e la narrazione uno degli eventi più significativi del Rinascimento toscano.

La giornata di sabato 18 luglio prenderà avvio alle 17:30 con l’apertura della mostra dedicata al racconto del tempo della battaglia attraverso gli strumenti musicali rinascimentali, ricostruiti da maestri liutai secondo criteri di rigore storico.

Alle 17:45 seguirà un incontro divulgativo sulla Battaglia di Scannagallo che vedrà la partecipazione di amministratori, studiosi e ricercatori impegnati nell’approfondimento di un evento che ha segnato la storia politica e culturale dell’Italia del Cinquecento.

Saranno presenti: Gionata Salvietti (Assessore alla Cultura Comune di Marciano della Chiana), Riccardo Reali (Assessore alla Cultura Comune di Foiano della Chiana), Alessio Bandini (Resp. Eventi Associazione Scannagallo, Membro del Comitato Storico della Regione Toscana), Cinzia Cardinali (Direttrice dell’Archivio di Stato di Siena), Massimiliano Dragoni (Docente Accademia Resonars, Ricercatore Università di Tours, co-direttore Ensemble Anonima Frottolisti) e Elia Herbst (Dottore in storia della pedagogia).

Alle 18:45 il pubblico potrà assistere a “2 Agosto 1554. Firenze e la Spagna, Siena e la Francia nella Profezia del Perella, Accademico Rozzo”, spettacolo-concerto con l’Ensemble Anonima Frottolisti, il Coro Effetti Sonori diretto da Elisa Pasquini e la voce recitante di Gianni Micheli, occasione speciale per presentare al pubblico il frutto di anni di studio e ricerca.

Sarà anche un modo per riflettere su come le battaglie rinascimentali, in particolar modo le “Guerre d’Italia”, conflitti che videro Francia, Spagna e Sacro Romano Impero Germanico scontrarsi per la gestione della penisola dal 1494 al 1559, abbiano segnato profondamente l’immaginario artistico dell’epoca, figurativo e non, tanto da plasmarne e influenzarne uno stile compositivo e rappresentativo nell’arte musicale e in quella pittorica, così come nella produzione letteraria, poetica, narrativa, ad esse ispirate.

Domenica 19 luglio il festival proseguirà alle ore 18:45, presso la Chiesa dei SS. Stefano e Andrea, con il concerto “Laudar vollio per Amore” dell’Ensemble Stella Nova, omaggio a San Francesco d’Assisi e al Cantico delle Creature nell’ottocentesimo anniversario francescano.

Attraverso le antiche laudi tratte dal celebre Laudario di Cortona, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio nella spiritualità e nella cultura musicale del XIII secolo.

La seconda grande novità dell’edizione 2026 sarà il suggestivo appuntamento delle 20:30 con “Il Banchetto dei Folli”, un’esperienza immersiva che trasformerà la Torre Medievale di Marciano della Chiana in una vivace corte rinascimentale.

Grazie alla collaborazione con il Ristorante Belvedere, sarà proposto un menù ispirato alla tradizione gastronomica del Cinquecento, studiato appositamente per l’occasione e accompagnato da uno spettacolo itinerante della Compagnia dell’Accademia Resonars di Assisi.

Tra musica dal vivo, canti, giochi, danze e momenti di coinvolgimento del pubblico, gli ospiti saranno protagonisti di una serata capace di restituire atmosfere, sapori e divertimenti dell’età rinascimentale. Un evento unico nel territorio, pensato per coniugare cultura, spettacolo e convivialità in una forma originale e partecipata.

Tutti gli appuntamenti di sabato 18 luglio e il concerto di domenica 19 luglio saranno a ingresso gratuito. “Il Banchetto dei Folli” prevede invece un costo di partecipazione di 50 euro comprensivo di cena e spettacolo, con prenotazione obbligatoria entro il 17 luglio all’indirizzo biglietteria@officinedellacultura.org o al numero 0575 27961.

Con la sua quattordicesima edizione, Suoni dalla Torre conferma la propria vocazione a fare della musica antica uno strumento di conoscenza, valorizzazione e racconto del territorio, dimostrando come un piccolo borgo della Val di Chiana possa diventare un punto di riferimento per la ricerca musicale e la riscoperta della storia europea.

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