Sul fronte delle conferme, Alberto Merelli presidia bilancio e partecipate verso il 2031 —
traguardo che gli consentirebbe 16 anni di assessorato consecutivi. Medaglia d’oro della
continuità. Stessa corsia per Lucia Tanti, sindaca in pectore uscente e riconfermata:
Le esclusioni di Scapecchi e Lucherini hanno già prodotto le prime crepe nella maggioranza,
con dichiarazioni tutt’altro che indolori. Benvenuti nel centrodestra aretino.
In quota Lega irrompe Federico Rossi, new entry col botto: avrà l’Immigrazione — e magari
troverà il tempo di parlare col Questore delle lunghe file notturne o sotto il sole delle 14:00
davanti alla Questura per chi chiede il permesso di soggiorno. Ma soprattutto, tenetevi forte:
avrà la delega all’ARETINITÁ. Sì, con la maiuscola identitaria. Cosa significa concretamente?
Mistero.
base di nomi stranieri. Forse, finalmente, la VERA ricetta dei crostini neri, al grido di “prima gli aretini”. Vedremo.
Sulle acque, attendiamo con interesse se la delega al ciclo idrico porterà al superamento del gestore privato — promessa che si tramanda dal 2011. Vedremo se prevarrà la volontà
popolare o quella delle lobby di interesse.
Angiolino Piomboni — al momento doppiamente assessore, tra Arezzo e Montevarchi — gestirà edilizia, urbanistica, patrimonio, ambiente e rifiuti. Chissà se avrà la forza di promuovere politiche virtuose su riciclo, recupero e riuso, guardando al futuro, o se preferirà assecondare logiche vecchie di qualche decennio.
Il vice sindaco Gamurrini eredita la rotatoria di via Fiorentina, l’opera più discussa degli ultimi anni. Ha già fatto un sopralluogo con Comanducci: gesto che, a quanto pare, ha rassicurato molti aretini.
insomma. Attendiamo fiduciosi.
Il sindaco tiene per sé turismo (ovviamente), affari legali, sicurezza, stampa e — attenzione — politiche sanitarie.
Sul turismo: saprà puntare sul turismo lento, quello che lascia qualcosa alla città, o si continuerà a inseguire grandi eventi mordi e fuggi che riempiono una piazza e svuotano l’identità culturale del territorio?
Sulla sanità: venuto a conoscenza di un nostro comunicato e dell’appello del dott. Ricci sull’esternalizzazione dei codici minori del Pronto Soccorso al San Donato, Comanducci si è subito mosso convocando il DG Torre. Esito:
l’operazione è stata giudicata sufficientemente motivata e inevitabile. Problema segnalato,
problema archiviato. Partenza sprint. Nel frattempo le case della comunità sono ancora cantieri aperti, e il personale per riempirle scarseggia — per dirla in modo gentile.
Non ci resta che augurare buon lavoro a una giunta che dovrà ricordarsi di governare anche per chi non l’ha votata — e sono tanti — e per chi nella politica non crede più.
Dalle prime mosse, il rischio è di restringere ulteriormente questa platea. Ma siamo aperti alle sorprese.
Lo slogan è FARE. Speriamo si riveli completo: FARE BENE. Altrimenti, com’è noto, rimane solo la differenza tra il dire e il mare.

