Interrompere la complicità col genocidio è possibile
In questi giorni un nostro concittadino, nonché presidente di Estra, è stato al centro dell’attenzione mediatica per essere stato nominato nuovo presidente di Leonardo S.p.A., colosso partecipato dallo Stato che opera a livello globale nella produzione e vendita di sistemi militari, tecnologie e armamenti.
Questa è una notizia che non può lasciarci indifferenti. L’ultimo dossier redatto da BDS Italia e curato da Rossana De Simone, infatti, ricostruisce in modo dettagliato un mosaico di contratti, acquisizioni e forniture che collegano Leonardo alle forze armate di Israele.
Il gruppo, guidato fino ad ora da Roberto Cingolani, a cui è appena succeduto l’aretino Francesco Macrì, attraverso filiali, joint venture e forniture dirette, avrebbe continuato a fornire tecnologie, componenti e sistemi d’arma all’esercito di Tel Aviv anche dopo l’inizio dell’offensiva successiva al 7 ottobre 2023 nella Striscia di Gaza.
Mentre si celebra la nomina di questo nostro concittadino al vertice di Leonardo S.p.A., ci sentiamo di esprimere un desiderio: ci piacerebbe che il nome della nostra città si legasse a qualcosa di positivo e utile per l’umanità, e non solo a profitti, armi e distruzione.
Noi facciamo a Macrì una richiesta semplice: chiediamo che il nostro Paese non armi, attraverso Leonardo S.p.A., le mani insanguinate di Netanyahu ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità.
Facciamo questo appello in nome della Costituzione del nostro Paese e della legge italiana. Nello specifico ci riferiamo all’articolo 11 della Costituzione e alla legge 185/1990, che vieta l’export di armamenti verso Paesi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, accertate dagli organismi delle Nazioni Unite.
Proprio l’ONU e la Corte internazionale di giustizia hanno documentato l’uso indiscriminato della forza da parte di Israele contro la popolazione palestinese, in particolare il genocidio perpetrato a Gaza e i recenti attacchi alla popolazione civile del Libano.
Come dice il nostro Ministro dell’Interno Tajani: “Basta missili, basta droni, basta bombe atomiche: si può vivere bene anche senza”.
Ecco, per favore, basta.

