Gli alunni della scuola “Collodi” a lezione di memoria e di pace

Testimonianze dirette e storie del territorio hanno permesso di comprendere gli effetti delle guerre sui civili
Dalla memoria all’attualità: gli studenti di Santa Firmina hanno vissuto un laboratorio con l’ANVCG di Arezzo

AREZZO – Giovani studenti a lezione di memoria, pace e solidarietà. Gli alunni di quinta della scuola primaria “Carlo
Collodi” di Santa Firmina hanno vissuto una mattinata di racconti e testimonianze per conoscere le conseguenze della
Seconda Guerra Mondiale sul territorio e sui civili, potendo così comprendere in modo diretto gli impatti dei conflitti sulla
vita quotidiana delle comunità.

A trattare questi temi sono stati Loretta Zatini e Pietro Poponcini dell’ANVCG –
Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra di Arezzo che, con le loro parole, hanno stimolato curiosità e interesse nei
bambini attraverso l’approfondimento di episodi, vicende locali e ricordi legati al periodo bellico. L’incontro ha infatti
costruito un ponte tra passato e presente, offrendo uno sguardo concreto sulle sofferenze vissute dai civili e ampliando la
riflessione anche all’attualità attraverso un focus sulla pericolosità degli ordigni inesplosi.

La promozione di laboratori e di percorsi educativi rientra proprio tra le missioni statutarie dell’ANVCG e trova concreta
attuazione nel progetto “Solidarietà e futuro”, sviluppato attraverso interventi e attività didattiche nelle scuole del territorio
per consapevolizzare le giovani generazioni sull’importanza di diventare protagonisti attivi dei processi di costruzione di una
cultura di pace.

L’incontro con la classe quinta di Santa Firmina, inserito in un più ampio progetto di giornalismo, ha
perseguito proprio queste finalità, con Poponcini che ha portato una testimonianza diretta del conflitto: suo padre, infatti, fu
ucciso nel luglio del 1944 in località San Martino nel Comune di Civitella in Val di Chiana durante la ritirata dei tedeschi
semplicemente per aver espresso un commento in cui aveva sottolineato le sofferenze patite dai suoi concittadini durante
l’eccidio del 29 giugno.

Le sue parole hanno evidenziato le conseguenze materiali e psicologiche di questo drammatico
episodio che resta, a distanza di oltre ottant’anni, una ferita ancora aperta, con un racconto intenso che ha restituito la
storicità dei fatti affiancata a una dimensione umana tra paura, perdita e resilienza.

L’intervento di Zatini, invece, ha illustrato la stretta attualità dell’attività dell’ANVCG in un momento storico di particolari
tensioni in più angoli del mondo e ha trattato il delicato tema degli ordigni inesplosi che, anche in tempo di pace,
rappresentano un grave pericolo per i civili in caso di ritrovamento, contatto e successivo scoppio.

Il laboratorio è stato arricchito dalle domande degli stessi alunni che, come veri e propri reporter, sono diventati protagonisti attivi di un dialogo
vivace e consapevole che ha permesso di rielaborare quanto ascoltato e di sviluppare una maggiore sensibilità verso un
periodo storico che continua a lasciare tracce nel presente. «Ringraziamo le maestre per l’accoglienza – commenta Zatini, – e i
giovani alunni per l’attenzione, l’interesse e il rispetto dimostrati verso temi così delicati, affrontati con maturità e partecipazione, segno di una
sensibilità che rappresenta il punto di partenza per costruire un futuro più consapevole e orientato alla pace».

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