Dalla Georgia a Cortona: il progetto che porta gli studenti nelle case italiane

Domenica 29 marzo si è svolto a Cortona il progetto “Domenica in Famiglia” che ha visto coinvolte alcune famiglie cortonesi e degli studenti dell’Università della Georgia.

Quest’iniziativa è nata per far vivere loro una delle tradizioni più rappresentative della cultura italiana: il pranzo della domenica. Questo non è stato solo un pranzo in famiglia, ma un vero incontro tra culture diverse.

L’iniziativa nasce con l’intento di offrire agli studenti stranieri un’esperienza più immersiva, capace di andare oltre alle lezioni universitarie.

“L’idea era quella di far vivere ai ragazzi un momento reale di vita familiare italiana – spiega l’organizzatrice Enza Valente – perché la tavola per noi è il centro di tutto”.

Gli studenti, infatti, durante il loro soggiorno seguono corsi e sostengono esami, ma è soprattutto il contatto diretto con la realtà a fare la differenza.

Dalla Georgia a Cortona il gli studenti nelle case italiane

Questo è anche grazie a Cortona, un luogo meno dispersivo e caotico rispetto alle grandi città italiane. “Ci sono tanti programmi in Italia, ma spesso gli studenti restano tra di loro.

Qui invece riescono a confrontarsi con una realtà completamente diversa, ed è questo che li fa crescere davvero”.

Per molti studenti l’impatto con l’Italia è stato forte fin dall’inizio: “Appena arrivata ho notato quanto tutto fosse diverso, persino gli alberi – racconta la studentessa georgiana Abby – ma soprattutto la storia: qui ogni strada sembra raccontare qualcosa, mentre negli Stati Uniti è tutto più nuovo”.

Ma aldilà dei luoghi, è stato il lato umano a colpire di più. “Prima di partire pensavo che sarebbe stata una bella esperienza, ma lo è stata molto più di quanto immaginassi. Le persone, il cibo, la cultura: tutto mi ha sorpresa”.

Il momento più significativo? Senza dubbio il pranzo in famiglia, dove sono emerse in modo spontaneo le differenze culturali tra America e Italia. “In America è tutto molto più veloce e individuale – spiega Joanne – ognuno prende il proprio piatto e spesso si mangia di fretta, qui invece è molto più rilassato”.

Cambiano anche le regole a tavola: “Nella mia famiglia c’è una certa rigidità, mentre in Italia è tutto più spontaneo e accogliente. Ti senti subito parte della famiglia. Inoltre da noi un pasto dura magari venti minuti. Qui invece si sta seduti per ore, si mangia con calma e si vive davvero il momento”.

Oltre al cibo, che resta centrale nella nostra cultura, ciò che ha colpito gli studenti è stato il calore e il senso di comunità tipici italiani. “È bello vedere famiglie che si riuniscono ogni giorno. Da noi succede raramente, spesso solo durante le feste”.

In Italia, al contrario, il pranzo ha tempi e un significato diversi ed è proprio questo che molti studenti porteranno con sé negli Stati Uniti.

“All’inizio ci ha sorpreso la durata dei pasti, ma poi abbiamo capito quanto sia importante fermarsi e godersi il momento, senza pensare sempre a cosa fare dopo. È proprio questo che vorrei riportare a casa: passare più tempo con la mia famiglia, creare momenti insieme e non vivere sempre di corsa”.

Nonostante sia partito solo lo scorso anno, il progetto ha già riscosso molto interesse: i posti disponibili sono esauriti rapidamente, sia per gli studenti americani che per le famiglie locali.

“Non è scontato aprire la propria casa – sottolinea l’organizzatrice – ma chi lo ha fatto è rimasto entusiasta dell’esperienza”.

Proprio da questo entusiasmo si rinnova un legame che dura da tempo. L’Università della Georgia è presente a Cortona da oltre cinquant’anni, ma iniziative come questa permettono un contatto più diretto.

“In passato sono nate amicizie profonde, persino matrimoni. Oggi vogliamo tornare a quel tipo di rapporto”.

Anche secondo gli studenti esperienze come questa andrebbero vissute almeno una volta nella vita. “Molti negli Stati Uniti vivono un po’ in una bolla. Questo tipo di scambio ti apre la mente, ti fa capire come vivono gli altri e ti fa crescere”.

Alla fine un semplice pranzo diventa qualcosa di più, cioè un momento di incontro, scoperta e condivisione, capace di mettere intorno allo stesso tavolo storie e abitudini diverse

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