Prosegue a San Giovanni Valdarno la rassegna letteraria “Scrittori in Circolo”, il festival diffuso promosso dalla Rete Documentaria Aretina insieme ai comuni aderenti e ai circoli di lettura della provincia di Arezzo, con il sostegno della Regione Toscana e la collaborazione della libreria Feltrinelli di Arezzo.
Un grande progetto culturale che coinvolge undici biblioteche del territorio aretino e delle sue vallate e che, da gennaio a marzo 2026, propone un calendario di incontri con autori e autrici di primo piano del panorama editoriale italiano, valorizzando il ruolo della lettura come pratica condivisa e occasione di confronto tra scrittori e lettori.
Il prossimo appuntamento a San Giovanni Valdarno è in programma mercoledì 25 marzo alle 21,15 a Palomar Casa della Cultura, dove sarà ospite lo scrittore e giornalista Paolo Di Paolo, tra le voci più significative della narrativa e della divulgazione culturale contemporanea.
L’incontro sarà dedicato alla presentazione del volume “Un mondo nuovo tutti i giorni. Piero Gobetti, una vita al presente” (Solferino, 2025), un’opera che restituisce con intensità e partecipazione la figura di uno degli intellettuali più lucidi e coraggiosi del Novecento italiano.
Paolo Di Paolo dialogherà con Francesco Valdambrini, docente, mentre Francesca Piccioli, del circolo di lettura della sezione soci Coop di San Giovanni Valdarno, introdurrà le domande del pubblico.
L’incontro è organizzato infatti anche in collaborazione con il Circolo lettori “Isabella Cavicchioli”, a cura dell’associazione LiberArte, e con il Circolo di lettura della Sezione Soci Coop di San Giovanni Valdarno, realtà attive nella promozione della lettura sul territorio.
Nel libro l’autore ripercorre la breve ma straordinaria vita di Piero Gobetti, intellettuale antifascista morto a soli ventiquattro anni, restituendone un ritratto vivido e sorprendentemente attuale.
Gobetti fu una figura centrale del primo Novecento: fondò riviste, scrisse di politica, teatro e letteratura, e diede vita a una casa editrice che pubblicò, tra gli altri, Ossi di seppia di Eugenio Montale.
Fin dai primi anni del regime denunciò con lucidità la natura violenta e demagogica del fascismo, opponendosi apertamente a Benito Mussolini, che arrivò a ordinare di rendergli la vita impossibile.
Accanto a lui, nella vita e nell’impegno, la moglie Ada, con cui condivise ideali e battaglie, dalla difesa della libertà alla promozione della cultura e dell’istruzione.
Costretto all’esilio, Gobetti morì a Parigi nel 1926, lasciando però un’eredità intellettuale di straordinaria forza.
Nel racconto di Paolo Di Paolo, la sua figura emerge non come un personaggio confinato nella storia, ma come una voce ancora capace di interrogare il presente e le nuove generazioni, invitando a non cedere al cinismo e alla rassegnazione e a restare “politici” anche in un tempo segnato dal disincanto.
Nato a Roma nel 1983, Paolo Di Paolo è giornalista e scrittore tra i più apprezzati della sua generazione. Nei suoi romanzi intreccia storie intime e memoria collettiva, riflettendo sui temi dell’identità, della crescita e del rapporto con il passato.
Accanto alla narrativa, svolge un’intensa attività di divulgazione culturale, contribuendo a rendere la letteratura uno spazio vivo e attuale.
Collabora con testate come “La Repubblica” e “l’Espresso” e ha lavorato anche per la televisione e il teatro.
È stato finalista al Premio Strega nel 2013 con “Mandami tanta vita” e nel 2024 con “Romanzo senza umani”, oltre a essere stato finalista al Premio Strega ragazzi nel 2014.
Le sue opere, pubblicate principalmente da Feltrinelli, si distinguono per uno stile limpido e per la capacità di esplorare temi esistenziali e relazionali con profondità e sensibilità.
L’ingresso all’incontro di mercoledì è libero e la cittadinanza è invitata a partecipare

