La pastorizia protagonista a San Giovanni Valdarno con una giornata dedicata al racconto, al confronto e alla valorizzazione di un mestiere antico ma sempre più attuale.
Sabato 21 marzo Palomar Casa della Cultura ospiterà un’iniziativa che riunirà pastore e pastori provenienti da Abruzzo e Toscana per condividere esperienze, criticità e prospettive future del settore, affiancando al dibattito pubblico anche l’inaugurazione della mostra fotografica “Intrecci” di Mario Lanini.
L’appuntamento, a cura di Slow Food Valdarno di Sopra, è realizzato con il Comune di San Giovanni Valdarno e con il contributo della Banca del Valdarno – credito cooperativo e in collaborazione con Slow Food Italia, Slow Food Toscana, Slow Food Abruzzo, il Distretto Rurale e Biologico del Valdarno di Sopra, Il Mercatale – Mercato coperto degli agricoltori di Montevarchi e il Fotoclub Il Palazzaccio.
Alla conferenza stampa di presentazione di questa mattina erano presenti il sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi, l’assessore alla cultura Fabio Franchi, la presidente di Slow Food Valdarno di Sopra Silvia Prisinzano, il presidente del Distretto Rurale e Biologico del Valdarno di Sopra Michele Rossi, il presidente della Banca del Valdarno Gianfranco Donato e il fotografo Mario Lanini.
Il progetto nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo due territori, Abruzzo e Toscana, attraverso il racconto e il confronto sul presente e sul futuro della pastorizia, un mestiere antico che oggi torna al centro del dibattito internazionale, anche alla luce della proclamazione del 2026 come anno internazionale dei pascoli e dei pastori da parte delle Nazioni Unite.
Un’occasione per riflettere sul valore della pastorizia estensiva, sulla produzione casearia a latte crudo e sul ruolo che queste pratiche rivestono nella tutela della biodiversità, nella sostenibilità ambientale e nella vita delle comunità.
“È una bellissima iniziativa – sottolineano il sindaco Valentina Vadi e l’assessore Fabio Franchi – che unisce una mostra fotografica di grande suggestione a un momento di approfondimento importante.
Parliamo di un mestiere antico, quello della pastorizia, che ancora oggi riveste un ruolo importante nell’economia locale e che merita di essere valorizzato e tutelato.
Significa anche parlare concretamente di sostenibilità ambientale e di salvaguardia del Valdarno, un territorio prezioso che dobbiamo preservare.
La proclamazione del 2026 come Anno Internazionale dei pascoli e dei pastori rende questa iniziativa ancora più significativa. Ringraziamo Slow Food e tutti i soggetti coinvolti per aver promosso questo progetto e la Banca del Valdarno per il sostegno costante alle attività del territorio.
Un ringraziamento speciale a Mario Lanini per la generosità con cui mette sempre a disposizione della nostra comunità i suoi progetti fotografici ed artistici”.
“Se vogliamo parlare davvero di sostenibilità – evidenzia Michele Rossi, presidente del Distretto Rurale e Biologico del Valdarno di Sopra – dobbiamo partire da chi vive e cura quotidianamente il territorio.
La pastorizia rappresenta un presidio fondamentale contro l’abbandono delle aree rurali: non è soltanto una tradizione da conservare, ma una vera e propria infrastruttura vitale per il nostro sistema territoriale.
Il Distretto si pone come ponte tra amministrazioni, allevatori e comunità, con l’obiettivo di trasformare questa pratica in una leva di sviluppo e in un’opportunità concreta di lavoro per i giovani, valorizzando al tempo stesso le risorse locali”.
La giornata sarà preceduta, in mattinata, da un momento al Mercatale di Montevarchi, primo Mercato della Terra Slow Food del mondo, dove sarà possibile incontrare produttori e conoscere da vicino alcune esperienze di pastorizia, tra cui quella di Emanuela Cozzi, pastora della Cooperativa ASCA – Bioagriturismo La Porta dei Parchi di Anversa degli Abruzzi.
Nel pomeriggio, a Palomar, si concentrerà il cuore dell’iniziativa.
Alle ore 17 sarà inaugurata la mostra fotografica “Intrecci” di Mario Lanini, un racconto visivo realizzato in Abruzzo presso il Bioagriturismo La Porta dei Parchi.
Le immagini mettono in relazione il gesto umano, il movimento del gregge e la materia della lana, costruendo un dialogo visivo tra uomo, animale e paesaggio.
Attraverso uno sguardo contemporaneo su un mestiere antico, il progetto indaga quei legami, quegli intrecci che continuano a tenere insieme memoria, lavoro e sostenibilità.
“Intrecci nasce quasi per caso – racconta Mario Lanini – quando mi sono imbattuto nella tosatura durante un soggiorno in Abruzzo. L’incontro con il momento della tosatura ha cambiato completamente il mio sguardo e mi ha spinto a fermarmi, a tornare più volte, a seguire i pastori anche nella mungitura e nella vita quotidiana.
Da lì è nato un racconto fatto di ‘intrecci’: tra uomo e animale, tra tradizione e territorio, tra la materia della lana e il lavoro delle mani che la trasformano.
Più che un fotografo, mi considero un raccontastorie, e con questo progetto ho cercato di restituire la profondità e l’umanità di un mondo spesso poco visibile ma straordinariamente ricco”.
A seguire, saranno i saluti istituzionali ad aprire ufficialmente la tavola rotonda: interverranno Valentina Vadi, sindaco del Comune di San Giovanni Valdarno, Filippo Boni, assessore della Regione Toscana al governo del territorio, programmazione e coordinamento per gli interventi di tutela e valorizzazione del paesaggio e Gianfranco Donato, presidente della Bcc Banca Valdarno.
Alle 17,30 prenderà quindi avvio il confronto pubblico, introdotto da Silvia Prisinzano, presidente di Slow Food Valdarno di Sopra, e moderato da Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia e referente della scuola di perfezionamento per la pastorizia estensiva di Calascio.
“La pastorizia è uno di quei mestieri antichi che oggi torna al centro dell’attenzione – spiega Silvia Prisinzano – anche perché c’è un bisogno reale di pastori.
Come Slow Food lavoriamo da tempo su questi temi, anche attraverso le scuole di pastorizia, percorsi formativi pensati da pastori per altri pastori, con l’obiettivo di trasmettere saperi, competenze e valori.
È un lavoro fondamentale per il mantenimento dei territori, della biodiversità e della salute.
L’iniziativa di sabato rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio, che porteremo anche fuori dal territorio, in Abruzzo e a Torino, nell’ambito di Terra Madre – Salone del Gusto”.
Attorno al tavolo, sabato pomeriggio, si riuniranno rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo Slow Food e protagonisti diretti della pastorizia per raccontare esperienze, criticità e prospettive di questo mestiere.
Porteranno il loro contributo Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, Rita Salvatore, presidente di Slow Food Abruzzo, ed Elena Salviucci, vicepresidente di Slow Food Toscana, insieme a Michele Rossi, presidente del Distretto rurale e biologico del Valdarno di Sopra, e Tommaso Campedelli, rappresentante di D.R.E.Am. Italia e collaboratore della Scuola di perfezionamento per la pastorizia estensiva di Calascio.
Accanto a loro, le voci più dirette saranno quelle delle pastore e dei pastori: Emanuela Cozzi, della Cooperativa ASCA – Bioagriturismo La Porta dei Parchi di Anversa degli Abruzzi;
Edigio Marcia, dell’azienda agricola Marcia di Terranuova Bracciolini; Gianfranco Mesina, dell’azienda agricola Le Fabbrie di Cavriglia;
Ada Bao e Sandra Bao, dell’Azienda agricola Podere Casa al Bosco di Figline Valdarno; Sandra Mongili, della società agricola Bacciotti, Scarperia e San Piero a Sieve;
Stefano Coveri, dell’azienda agricola Coveri di Torrita di Siena e Angela Saba, della società agricola Saba di Massa Marittima, che condivideranno esperienze quotidiane, difficoltà e prospettive di un lavoro che richiede dedizione continua e che rappresenta una risorsa fondamentale per i territori.
“La Banca del Valdarno è protagonista, come in molte altre occasioni – afferma il presidente Gianfranco Donato – Siamo nati oltre cento anni fa come cassa rurale, al servizio dei lavoratori della terra, dei pastori e delle comunità locali, e questa vocazione è rimasta centrale anche oggi.
Continuiamo a sostenere il mondo agricolo con strumenti dedicati e con un’attenzione concreta alle realtà del territorio. Iniziative come questa dimostrano che è possibile fare economia, creare impresa e sviluppo con finalità positive, nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità.
Per noi è un impegno, ma anche un grande onore essere al fianco delle istituzioni e delle associazioni in progetti di questo valore”.
La giornata si concluderà con un momento conviviale che sarà anche occasione di incontro tra culture gastronomiche: alle 20, all’alimentari Paolo la cena “In Bottega” vedrà protagonisti Lucia Mulinacci e Shady Hasbun, che proporranno un menu a quattro mani capace di unire tradizioni toscane e abruzzesi, con particolare attenzione ai formaggi e ai prodotti della pastorizia.
“Pastorizia, un mestiere per giovani” si presenta così come un momento di confronto e conoscenza aperto alla cittadinanza, pensato per avvicinare il pubblico a un mondo spesso poco visibile ma essenziale, e per stimolare una riflessione condivisa sul valore del lavoro rurale, sulla qualità del cibo e sulla responsabilità collettiva nella tutela dell’ambiente e della biodiversità.

