Amore Tossico, la lezione di Roberta Bruzzone al Teatro Tenda

«L’innamoramento è un’illusione biochimica» con questa frase Roberta Bruzzone ha aperto il suo spettacolo “Amami da Morire”, andato in scena l’8 marzo al Teatro Tenda in occasione della Festa della Donna.

Nel suo monologo la criminologa ha accompagnato il pubblico dentro i meccanismi delle relazioni manipolatorie, spiegando come, un legame che all’inizio appare perfetto possa trasformarsi in una trappola emotiva.

Molti rapporti tossici, ha spiegato, iniziano come una favola: attenzioni costanti, messaggi continui e un coinvolgimento rapido e travolgente, spesso andando a bruciare le tappe.
È la fase dell’idealizzazione, in cui il cervello è immerso in una tempesta neurochimica dominata da dopamina e ossitocina, che aumentano rispettivamente euforia e fiducia nei confronti dell’altro riducendo la percezione del rischio a cui si sta andando incontro.

È proprio in questo momento che il manipolatore aggancia la vittima.

Bruzzone ha descritto successivamente le principali fasi della relazione tossica: dall’incantesimo iniziale alla seduzione fatta di continui alti e bassi, fino alle svalutazioni e al Gaslighting, che porta la vittima a dubitare perfino della propria percezione della realtà.
L’ultimo passaggio è lo scarto, quando la vittima non è più controllabile per questo viene abbandonata.

di Vanessa Polverini

ROBERTA BRUZZONE - AMAMI DA MORIRE

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