Sessant’anni di sacerdozio per padre Giovanni Battista Scarinci, procuratore speciale dell’Istituto di Agazzi.
L’anniversario verrà festeggiato venerdì 27 febbraio, alle 16.00, con la celebrazione della Santa Messa nella sala polivalente dello stesso Istituto di Agazzi insieme ai confratelli, al personale sanitario e agli ospiti della struttura, condividendo un momento di preghiera e ringraziamento per un lungo cammino di fede e di servizio vissuto al fianco delle persone maggiormente fragili e bisognose di assistenza.
Religioso della congregazione dei Passionisti, padre Giovanni Battista è stato ordinato sacerdote il 26 febbraio 1966 all’età di ventiquattro anni insieme ad altri quattro confratelli dall’allora vescovo ausiliare di Roma, il cardinale Giovanni Canestri, al Pontificio Santuario della Scala Santa dove, il giorno successivo, ha celebrato la prima Messa.
Il suo percorso si è sviluppato attraverso un cammino di forte intensità pastorale e umana: i primi tre anni sono stati come docente del seminario dei Passionisti di Nettuno, poi per tre anni ha prestato servizio alla chiesa di Sant’Eutizio a Soriano nel Cimino e successivamente per altri quindici anni è tornato a Nettuno.
Qui è cominciata l’attività nelle missioni popolari dei Passionisti con la predicazione in numerosi paesi e città di tutta Italia tra il 1969 e il 1987.
Padre Giovanni Battista ha successivamente assunto incarichi di responsabilità all’interno della sua congregazione, svolgendo il ruolo di superiore al convento del Monte Argentario dal 1987 al 1991, diventando consultore per le missioni dei Passionisti e infine ricoprendo l’incarico di economo per circa vent’anni.
Particolarmente significativa, nel frattempo, è stata anche l’esperienza maturata nel carcere di Rebibbia dove ha svolto servizio per circa sei anni, infine nell’aprile del 2003 è diventato procuratore speciale dell’Istituto “Madre della Divina Provvidenza” di Agazzi dove tuttora opera al fianco di operatori e pazienti.
«L’attenzione agli ultimi – spiega padre Giovanni Battista, – è sempre stata al cuore di un ministero sacerdotale che ho vissuto con semplicità e dedizione, cercando di portare ascolto, conforto e speranza a chi si trova in condizioni di fragilità e sofferenza.
Il servizio svolto in realtà complesse come il carcere e, oggi, l’Istituto di Agazzi rappresenta una naturale prosecuzione di una missione pastorale che è fondata su vicinanza alle persone, testimonianza concreta del Vangelo e forte attenzione alla dimensione umana e spirituale dell’assistenza ai più bisognosi».

