Rifiuti: Arezzo stangata da 434 euro, ben oltre la media nazionale

"Serve la Tariffa Puntuale"

I dati dello studio nazionale UIL, già discussi in questi giorni dalla stampa locale, confermano una brutta notizia per Arezzo:

ogni famiglia paga in media 434 euro all’anno per la spazzatura.

È una cifra altissima, molto più dei 350 euro della media italiana. Dal 2020 a oggi, la bolletta è aumentata continuamente.

Per il partito ORA! Il Coraggio dell’ovvio, il sistema attuale è ingiusto perché non premia chi si impegna a riciclare. La nostra proposta è la Tariffa Puntuale (PAYT): un metodo dove “paghi solo per quello che butti”.

Oggi la tassa si paga in base ai metri quadri della casa. Noi proponiamo di misurare l’indifferenziata:

  • Sacchetti con “chip”: Ogni famiglia riceve sacchi con un’etichetta elettronica (RFID). Il camion della spazzatura legge l’etichetta e conta quanti ne butti.
  • Chi ricicla risparmia: Più differenziata fai, meno sacchi neri usi e meno paghi in bolletta.
  • Esempi di successo: Città come Treviso o Parma, usando questo metodo, hanno aumentato il riciclo oltre l’80% e ridotto le bollette dei cittadini.

Per contenere le tariffe occorre migliorare la gestione di AISA, l’azienda che brucia i rifiuti a San Zeno.

Anche se l’azienda è grande, i costi sono troppo alti e le macchine per produrre energia dal gas dei rifiuti rendono meno di quanto dovrebbero.

Se l’impianto funziona bene, produce più guadagni che possono essere usati per abbassare le tasse degli aretini.

“È un paradosso: abbiamo l’inceneritore vicino casa ma paghiamo tra le tasse più alte d’Italia,” dichiarano Jacopo Acquarelli (Coord. Provinciale) e Marco Teci (Delegato Regionale) “Vogliamo che i cittadini siano liberi di risparmiare impegnandosi nel riciclo. Meno burocrazia e più tecnologia per bollette più leggere”.

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