“Pare che non importi a questa amministrazione se la Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità della parte di una legge su cui si fonda un procedimento amministrativo di cui essa è responsabile.
Tutto procede tranquillamente come prima, compreso il bando per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Lo ha detto l’assessore alla casa in risposta a una mia interrogazione in Consiglio Comunale.
La premessa è necessaria: il diritto all’abitazione è un diritto sociale fondamentale, volto a garantire un’esistenza dignitosa a chi non dispone di risorse sufficienti.
L’attribuzione di punteggi basati sul radicamento territoriale, scollegati dallo stato di bisogno, è irragionevole e contraria alla finalità del servizio pubblico, oltre a determinare una ingiustificata disparità di trattamento tra persone che versano in condizioni di fragilità.
La sentenza numero 1 del 2026 della Corte Costituzionale deve trovare applicazione e quindi la graduatoria del Comune di Arezzo, anche se approvata, deve essere riscritta secondo i nuovi criteri.
Il segretario comunale dovrà intervenire per far applicare all’ufficio casa la sentenza onde evitare possibili richieste di risarcimento danni o addirittura esporre il Comune di Arezzo all’ipotesi di danno erariale.
Per cui ribadisco: chiedo di sapere, per i cittadini di Arezzo, quante case popolari sono state assegnate fino a oggi con il bando Erp 2022 e quando sarà riformulata la graduatoria approvata nel 2023”

