Menchetti: “Sgomberati i fragili mentre erano a mensa”

“Un episodio che scuote le coscienze e mette sotto accusa la gestione del welfare cittadino. Parlo dello sgombero forzato del giaciglio di una coppia di senzatetto presso l’arco di Porta Trento Trieste, a ridosso di piazza San Giusto.

La coppia, persone in età non più giovanissima e in condizioni di estrema fragilità, utilizzava il sito come riparo notturno per proteggersi dal gelo invernale.

I due si trovavano alla mensa della Caritas per l’unico pasto caldo della giornata ma al loro ritorno le coperte e i sacchi a pelo, uniche barriere contro le temperature rigide di questi giorni, erano spariti.

A compiere l’operazione di ‘pulizia’ è stata la polizia municipale. Un intervento avvenuto senza preavviso e in assenza dei diretti interessati, lasciandoli in uno stato di disperazione e privi di qualsiasi protezione per la notte.

In una città che si definisce civile, si è scelto di approfittare di un momento di assenza dei più deboli per fare tabula rasa dei loro pochi averi.

Invece di uno sgombero puramente ‘decorativo’, un briciolo di umanità in più non avrebbe guastato.

Ho chiesto alla vicesindaco se gettare i giacigli dei senzatetto renda davvero Arezzo migliore e se questo modus operandi rappresenti il modello di sociale perseguito dalla fondazione Arezzo Comunità, che ambisce a essere un punto di riferimento, con velleità improponibili, addirittura nazionale.

E come mi ha riposto? Buttando la palla in tribuna, parlando di principi general-generici e poi di un cittadino polacco che nulla c’entrava, stazionante a Saione e a detta sua rimpatriato. Ma a quanto ne so io è in un CPR.

Ecco come questa amministrazione, con i suoi bracci operativi e ‘armati’, si occupa del sociale e di specifiche situazioni di estrema fragilità”.

© Riproduzione riservata

I più letti