Dal PRC Cortona una possibile proposta per l’ex Ospedale di Cortona

EX OSPEDALE DI CORTONA – PUÓ E DEVE ESSERE RISORSA E NON UN FARDELLO

Partiamo da una sintesi dello stato delle cose

La situazione del vecchio ospedale di Cortona (dedicato a Santa Maria della Misericordia) è una delle vicende urbanistiche e politiche più complesse ma anche più sentite della Valdichiana.

Nonostante l’edificio sia un gioiello architettonico del XIII-XV secolo, situato nel cuore del centro storico, si trova in uno stato di semi-abbandono da ormai più di quindici anni , la sua chiusura definitiva risale ai primi mesi del 2005

Proviamo ad analizzare i motivi per cui nessuno sembra voglia e eviti di interessarsene, con lo stato attuale dei fatti:

  1. La proprietà e i tentativi di vendita

L’edificio appartiene oggi alla Provincia di Arezzo, che lo acquistò con l’idea di trasformarlo in un polo scolastico per le scuole superiori. Tuttavia, nel corso degli anni:

  • Mancanza di fondi: Le riforme degli enti provinciali (come la legge Delrio) hanno drasticamente ridotto il budget della Provincia, rendendo impossibile sostenere gli enormi costi di ristrutturazione necessari per una scuola.
  • Aste andate deserte: La Provincia ha cercato più volte di vendere l’immobile (l’ultima base d’asta nota era di circa 1,8 milioni di euro), ma senza successo duraturo. Nel 2020, una società sembrava intenzionata all’acquisto, ma ha poi rinunciato a perfezionare l’operazione.
  1. Forse i vincoli d’utilizzo possono essere il vero ostacolo?

Il motivo per cui molti investitori privati esitano è legato ai vincoli della Soprintendenza e alla destinazione urbanistica attuale. Al momento, l’uso è limitato ad attività:

  • Sanitarie o assistenziali (come una RSA).
  • Culturali o educative.
  • Sociali.

Trasformarlo indebitamente in un hotel di lusso o in appartamenti privati richiederebbe varianti urbanistiche complesse e costose, oltre al rispetto rigoroso della struttura storica (come il bellissimo loggiato), diciamo per fortuna . Questo restringe enormemente la cerchia dei possibili acquirenti.

  1. I costi di gestione e restauro

Parliamo di un complesso di oltre 6.000 metri quadrati. Il solo mantenimento “passivo” di una struttura simile è un onere per l’ente pubblico, mentre un restauro conservativo per adeguarlo alle moderne norme di sicurezza (antisismica, impianti, barriere architettoniche) richiederebbe investimenti di svariati milioni di euro che né il Comune né la Provincia, da soli, possono permettersi.

  1. Le proposte sul tavolo (dibattito vivo da sempre)

Contrariamente a quanto sembra, l’interesse locale è altissimo. Le proposte più frequenti riguardano:

  • Scuole Superiori: Molti cittadini e partiti chiedono che torni al progetto originale, per evitare che la Provincia paghi affitti salati a privati per ospitare i licei cortonesi.
  • Cittadella della Salute: Alcuni suggeriscono di riportarvi servizi sanitari territoriali (“Casa della Salute”), per rivitalizzare il centro storico che soffre di spopolamento.
  • Utilizzo culturale temporaneo: Negli ultimi anni, la struttura è stata aperta parzialmente per eventi come il festival Cortona On The Move, dimostrando che il luogo ha un potenziale enorme.

La situazione oggi (2025-2026)

Ad oggi, la situazione rimane in uno stallo burocratico. La speranza della cittadinanza era legata ai fondi del PNRR o a nuovi bandi europei, ma senza una visione politica unitaria tra Provincia, Comune e Regione, l’ospedale rischia di continuare a deteriorarsi.

 

L’ATTENZIONE DEI CITTADINI

L’attenzione della comunità cortonese è stata ed è costante, soprattutto mossa dall’evidenza che il degrado diventi irreversibile.

Sicuramente Il Comitato per il Centro Storico è uno dei soggetti più attivi; organizza incontri e dibattiti per sensibilizzare e sollecitare la Provincia e il Comune.

La loro tesi è semplice: se il centro storico perde i servizi come le scuole o gli uffici che potrebbero stare nell’ospedale, diventa una “città museo” vuota, abitata solo dai turisti.

Possiamo dire che periodicamente vengono fatte petizioni per chiedere che il ricavato di un’eventuale vendita sia vincolato esclusivamente al recupero del centro storico di Cortona, ma anche per opporsi alla vendita a privati senza garanzie di utilizzo pubblico.

L’uso temporaneo può essere considerato un buon segnale. L’aver concesso gli spazi per mostre fotografiche (Cortona On The Move) è stata una mossa strategica per evidenziare quanto l’edificio sia ancora solido e funzionale, confutando l’idea che sia solo un rudere da svendere.

L’ospedale di Santa Maria della Misericordia non è un semplice ufficio pubblico dismesso; è un pezzo di storia della civiltà e carità toscana.

Oltre al degrado delle mura, il problema è l’impiantistica. Un edificio di quelle dimensioni, se non riscaldato e vissuto, accumula umidità che rovina gli intonaci storici e le strutture portanti in legno. Più tempo passa, più il costo del restauro aumenta, rendendo il riutilizzo ancora più difficile.

 

PROPOSTA DI UN PROGETTO PER LA TRASFORMAZIONE DEL VECCHIO OSPEDALE

Pensiamo che l’idea di trasformare il Vecchio Ospedale di Cortona  in un Hub di Innovazione Umanistico-Scientifica sarebbe una sfida straordinaria.

Cortona ha un “brand” internazionale molto conosciuto, ma rischia di diventare un guscio vuoto se non viene vissuta da giovani professionisti.

Proviamo oggi a creare una  proposta strutturata per un progetto che possa generare sia valore sociale che ritorno economico.

Forse corriamo il rischio di ricalcare idee già espresse, ma certamente dobbiamo riportare all’attenzione dell’intera popolazione, il fatto che l’idea  dell’utilizzo del Vecchio Ospedale diventi un centro di sviluppo, ne gioverà l’intero territorio, montagna e frazioni.

La trasformazione e il riutilizzo del Vecchio Ospedale non può e non deve essere considerato legato solo al centro storico.

Partiamo da un CONCETTO, definiamolo pure obiettivo: “Cortona proficiency (competenza)”

Creare un ecosistema ibrido dove la storia, Etruschi e Rinascimento, incontra le nuove tecnologie come IA, le Umanità digitali e il Restauro Scientifico.

La funzionalità e le caratteristiche del Vecchio Ospedale permettono già ora, grazie ai progettisti dell’epoca, di poter suggerire e immaginare come sia possibile organizzarlo:

Piano Terra: “L’Agorà dell’Innovazione”

Uno spazio di co-working aperto e una zona espositiva per i risultati delle start-up.

Un caffè letterario che funga da punto di incontro tra i cittadini e i “nuovi residenti” i ricercatori.

Primo Piano: “ Laboratorio scientifico e storico “

Laboratori di Scienze Umanistiche Digitali: digitalizzazione 3D di reperti, uso dei Big Data per l’archeologia e il turismo predittivo.

Startup dedicate alla conservazione dei beni culturali tramite biotecnologie o materiali innovativi.

Secondo Piano: “Residenza e Academy”

Appartamenti per i cosiddetti “Digital Nomads” e ricercatori che decidono di trasferirsi a Cortona per 6-12 mesi.

Aule per master di alta formazione in collaborazione con università internazionali, sfruttando anche il legame con docenti esperti di gestione del territorio, che possono già svolgere attività in zona.

 

Vediamo ora perché si dovrebbero spendere tanti soldi, inevitabilmente anche pubblici

Il Modello di Business, cioè come potrà avvenire il Ritorno dell’Investimento

Dovremo accettare l’ipotesi, al fine di  far tornare i capitali, che il progetto non potrà basarsi solo su contributi pubblici. Il ritorno economico potrà basarsi su:

  • Edutainment e Servizi: Le startup residenti vendono servizi di digitalizzazione e consulenza a musei e comuni di tutta Italia.
  • Ritiri Aziendali: Le grandi aziende tecnologiche e non solo, pagano per mandare i loro team a fare “Metodo decisionale” in un luogo dove la bellezza storica stimola la creatività (il cosiddetto effetto Medici).
  • Formazione d’Eccellenza: Master brevi per stranieri (USA, Cina, Nord Europa) che pagano rette elevate per imparare il “modello italiano” di gestione culturale.
  • Avvio di un’impresa: L’edificio funge da incubatore; l’ente gestore detiene una piccola quota delle aziende che nascono lì dentro.

MA ORA L’ASPETTO CHE RITENIAMO PIÙ IMPORTANTE, DECISIVO ANCHE SE A LUNGO TERMINE

L’Impatto sul Territorio (Contro l’Emigrazione)

Il vero guadagno per Cortona non è solo monetario, ma in capitale umano:

  • Indotto Locale: I giovani che restano affittano case, comprano nei negozi e mantengono vivi i servizi (scuole, trasporti).
  • Nuove Competenze: Formare “Manager della Bellezza” o “Tecnici del Restauro Digitale” significa creare figure che il mercato globale richiede, ma che possono lavorare da Cortona grazie alla fibra ottica e tecnologie sempre più avanzate.

MA COME REALIZZARE TUTTO CIÓ?

Un possibile schema di funzionamento, inizia da come procedere?

Per trasformare questa visione in realtà, il primo passo sarebbe un Studio di Fattibilità che metta insieme:

  1. Il Comune di Cortona (proprietario o partner istituzionale).
  2. Un partner accademico come ad esempio: l’Università Europea di Roma o l’Università di Siena, ma sicuramente anche altre potranno essere interessate ad un progetto serio e consapevole, addirittura e non da escludere, straniere.
  3. Investitori privati o fondazioni bancarie interessate all’impatto sociale.

Oggi più che mai dobbiamo pensare, crediamo che dovremmo sentirci obbligati, a progetti di lungo termine. Quello che abbiamo presentato prevede di essere realizzato almeno in 15 anni.

Si!.. Stiamo pensando a quei bambini che oggi frequentano le scuole elementari.

Riprendiamoci la TERRA, in tutti i sensi, prima che andare sulla luna.

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