Donella Mattesini PD: le sue critiche all’amministrazione di Arezzo

Le recenti dichiarazioni dell’assessore Lucherini e della vicesindaca Tanti, che parlano di una “Arezzo rifiorita” e di una città “rivoluzionata”, appaiono lontane dalla realtà vissuta quotidianamente da molti cittadini, in particolare nelle periferie e nelle frazioni.

Da dieci anni il centrodestra governa la città e, in questo lungo periodo, Lucherini e Tanti hanno ricoperto ruoli di primo piano nell’amministrazione.

Eppure, permangono criticità evidenti: marciapiedi sconnessi e inaccessibili per le persone con disabilità, tombini che in caso di piogge intense provocano allagamenti di strade e abitazioni al piano terra, aree periferiche spesso lasciate all’incuria.

In molte frazioni sono gli stessi cittadini a supplire alle carenze dell’amministrazione, occupandosi dello sfalcio dell’erba o della pulizia delle fossette. È il segno di una distanza tra chi governa e chi vive quotidianamente il territorio.

Dopo dieci anni di governo, l’attenzione improvvisa su progetti come Palazzo ENEL, l’ex clinica Poggio del Sole o il tema delle “due torri” solleva interrogativi sull’idea di città che ha guidato finora le scelte amministrative.

Parlare oggi di più servizi nelle periferie significa ammettere implicitamente che queste realtà sono state a lungo trascurate.

Nel frattempo, Arezzo si è impoverita dal punto di vista sociale ed economico: le opportunità di lavoro sono diminuite e molti giovani hanno scelto di emigrare all’estero in cerca di un futuro migliore.

La città ha bisogno di un nuovo equilibrio tra sviluppo urbanistico e crescita sociale, di spazi verdi curati e diffusi, di una vera politica di forestazione urbana per affrontare gli effetti del cambiamento climatico e rendere più vivibili le estati sempre più calde.

Scelte come l’intervento delle “due torri”, che riducono gli spazi verdi e privilegiano un’idea di abitare elitaria, vanno in direzione opposta rispetto ai bisogni delle famiglie e dei bambini, che necessitano di luoghi all’aperto per giocare, socializzare e costruire relazioni.

Anche il quartiere di San Clemente resta un esempio emblematico: viabilità complicata, mancanza di parcheggi pubblici nonostante la presenza di un’area recintata inutilizzata, marciapiedi spesso impraticabili per la vegetazione incolta, con rischi per la sicurezza dei pedoni.

Dopo dieci anni di amministrazione, emerge con chiarezza la necessità di una visione che metta davvero in rete città, periferie e frazioni. Sicurezza, manutenzione e radicamento sociale passano dalla presenza costante delle istituzioni in tutti i territori, non solo nel centro urbano.

Arezzo merita politiche che guardino al futuro, capaci di coniugare qualità della vita, inclusione sociale e sviluppo sostenibile, senza lasciare indietro nessuna parte della città.

Donella Mattesini consigliera comunale Partito Democratico Arezzo                            

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