Un presidio partecipato, compatto, determinato. Davanti al San Donato di Arezzo questa mattina decine di lavoratrici e lavoratori dei Cup della Asl Toscana sud est hanno incrociato le braccia e fatto sentire la propria voce.
Un’adesione ampia allo sciopero indetto da Filcams Cgil e Fisascat Cisl, segnale chiaro di una vertenza che non riguarda solo ore e contratti, ma dignità del lavoro, qualità dei servizi e rispetto per chi ogni giorno rappresenta il primo front office della sanità pubblica.
Alla base della mobilitazione lo stallo della trattativa con Formula Servizi, azienda appaltatrice del servizio. Dopo otto mesi di confronto, spiegano i sindacati, l’unica proposta rimane il riconoscimento di una sola ora di lavoro stabilizzata, giudicata insufficiente e lontana dalla realtà quotidiana delle operatrici e degli operatori.
“I punti che contestiamo sono chiari – spiega la segretaria generale Fisascat Cisl, Maria Rosaria Esposito –. I carichi di lavoro e il numero di ore richieste non sono sostenibili rispetto alla qualità del servizio e al benessere di chi lavora a stretto contatto con un pubblico spesso fragile.
Le ore supplementari vengono svolte da anni, con sacrificio, nella speranza di un riconoscimento mai arrivato. La maggioranza del personale è composta da donne, spesso madri e caregiver:
qui emerge anche una evidente discriminazione di genere. Chiediamo il consolidamento delle ore per garantire stipendi dignitosi e una reale conciliazione tra vita e lavoro”.
Dal presidio arrivano testimonianze dirette.
Camilla Borgheresi, operatrice Cup da 16 anni:
“Ho aderito allo sciopero per sostenere una richiesta giusta. Le ore aggiuntive vengono lavorate da sempre, oltre il contratto, con grande disponibilità.
Ora chiediamo che diventino parte stabile dell’orario. Davanti al muro dell’azienda, l’unità delle lavoratrici è la nostra forza”.
Federica Scirghi, rappresentante sindacale Fisascat zona Valdichiana:
“Da anni chiediamo che le ore realmente lavorate vengano riconosciute e inserite nei contratti, anche in vista delle future gare d’appalto.
Oggi c’è chi ha contratti da 18 ore settimanali ma ne lavora il doppio. Non è più accettabile. Questa mobilitazione nasce per restituire dignità al lavoro e certezze alle persone”.
Isabella Biscotti, Rsa Fisascat, zona Aretina:
“In sedici anni abbiamo visto cambiare cooperative e appalti, sempre al ribasso. Le mansioni aumentano, la formazione spesso manca, i turni arrivano fino a dieci ore al giorno.
Ogni mese straordinari già programmati, ma mai consolidati. Noi chiediamo solo un inquadramento adeguato e il riconoscimento di ciò che già facciamo”.
Fisascat Cisl ribadisce la disponibilità al confronto, ma chiede un cambio di passo immediato: “Le lavoratrici e i lavoratori dei Cup garantiscono ogni giorno un servizio essenziale ai cittadini.
Non chiediamo privilegi – conclude Esposito – ma il riconoscimento di un lavoro essenziale per la sanità pubblica e per i cittadini. Questa è una battaglia di dignità”. La mobilitazione continuerà fino a risposte concrete.

