Sant’Andrea brinda con la storia. Inizia giovedì 22 gennaio nella sede di via delle Gagliarde l’appuntamento con “Calici di Storia”, il ciclo d’incontri sulla storia di Arezzo preceduto e accompagnato da degustazioni a km 0.
L’evento, organizzato dal Quartiere di Porta Sant’Andrea con la collaborazione della Società Storica Aretina e la Confederazione Italiana Agricoltori, si estenderà in quattro date tutte alle ore 21.00:
giovedì 22 gennaio sarà ospite Luca Berti per parlare dei “Notabili, nobili e magnati nell’Arezzo del tardo medio evo”, giovedì 21 febbraio sarà la volta di Daniele Finzi che parlerà de “L’affondamento della Motonave Paganini (28 giugno 1940), giovedì 5 marzo interverrà Santino Gallorini con la conferenza su “Il Viva Maria:
fatti, antefatti e conseguenze” e giovedì 26 marzo chiuderà Maria Gatto con “L’anfiteatro delle storie incrociate: spettacolo, preghiera, cultura”.
Gli interventi saranno preceduti, a partire dalle 19.30, da degustazioni di vini e prodotti alimentari di aziende agricole aretine con la possibilità di consumare anche durante le conferenze. L’ingresso è libero mentre le consumazioni sono a pagamento.
La prima serata, in programma giovedì 22 gennaio alle 19.30, vedrà coinvolta l’azienda vinicola Piè di Colle con i suoi vini accompagnati dai prodotti del panificio Fratelli Pierozzi. A seguire, dalle 21.15 la conferenza di Luca Berti su “Notabili, nobili e magnati nell’Arezzo del tardo medio evo”.
LA SCHEDA DELLA PRIMA CONFERENZA
Luca Berti, Notabili, nobili e magnati nell’Arezzo del tardo medio evo
Giovedì 22 febbraio, ore 21.
La conferenza.
A partire dall’XI secolo emerge all’interno della città un ceto di notabili, che dà origine al Comune di Arezzo, assumendo in prima persona la rappresentanza dei propri interessi e scalzando gli enti religiosi, e in primo luogo l’episcopio, dalle loro posizioni di potere.
Dopo essersi stabilizzato, il Comune cerca di inquadrare la nobiltà signorile del territorio nell’ambito delle sue strutture amministrative e giurisdizionali, al pari delle comunità del contado, e di reprimere la ‘prepotenza’ dei clan familiari più ricchi e potenti attraverso la legislazione anti-magnatizia.
Fra la metà del Trecento e la metà del Quattrocento la vecchia aristocrazia militare e castellana viene ridimensionata e il notabilato urbano (“popolo della media gente”), ricompattatosi, assume le redini del potere cittadino, ponendo le premesse per la sua nobilitazione nell’età moderna come patriziato urbano.
L’autore
Luca Berti. Laureato in Sociologia all’Università di Trento, archivista e giornalista pubblicista, come funzionario comunale è stato uno stretto collaboratore del sindaco Ducci, ha costituito l’Archivio storico postunitario del Comune ed ha avviato la digitalizzazione dei flussi documentali dell’ente.
È presidente della Società storica aretina (della cui costituzione fu uno dei promotori e fondatori) e ne dirige il periodico “Notizie di Storia” dal primo numero.
Ha indirizzato la sua attività di ricerca verso la storia politica e istituzionale aretina e toscana in epoca tardo-medioevale e moderna.
Ha all’attivo saggi, monografie, edizioni di fonti e numerose curatele di volumi miscellanei.
Fa parte della Deputazione di Storia Patria per la Toscana, dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dell’Accademia Etrusca di Cortona e del comitato scientifico degli “Annali Aretini” della Fraternita dei Laici. È consulente storico del Comune per la Giostra del Saracino.

