Dal 1° gennaio 2026 le pensioni sono state rivalutate per l’aumento del costo della vita.
E’ stata cioè applicata sulla pensione lorda così come rideterminata con l’indice definitivo del 2025 la rivalutazione provvisoria pari allo 1,40% per le pensioni fino a 2.413,60 euro mensili lorde.
Con questo meccanismo avremo una rivalutazione piena fino al valore di 2.413,60 euro e una rivalutazione ridotta sulla quota differenziale tra la pensione lorda spettante e il predetto valore di 2.413,60 euro.
| Dal | Fasce di importo | % indice perequazione da attribuire | Aumento del | Fasce di importo (in euro) | |
| Da | A | ||||
| 1° gennaio 2026 | Fino a 4 volte il TM | 100 | 1,40% | – | 2.413,60 |
| Oltre 4 e fino a 5 volte il TM | 90 | 1,26% | 2.413,61 | 3.017,00 | |
| Oltre 5 volte il TM | 75 | 1,05% | 3.017,01 | – | |
Di conseguenza il trattamento minimo nel 2026 si attesterà a 611,85€ al mese, grazie alla rivalutazione straordinaria dell’1,3% salirà sino ad un massimo di 619,80€ con un recupero di circa 2 euro rispetto al valore attuale (616,67€).
Per gli assegni superiori gli aumenti saranno più consistenti. Una rendita di 1.000€ lordi dal 1° gennaio 2026 diventerà pari a 1.014€ (+182€ annui);
che salgono a 28€ se la rendita è attualmente pari a 2.000€ lordi. Un assegno di 2.500€ sarà rivalutato in misura pari a 34,88€ al mese (453,44€ annui) che con 3.000€ diventano 41,18€ (535,34€ annui);
un assegno di 4.000€ sale a 51,71€ (+ 672,23€ annui); un assegno di 5.000€ sale di 62,21€ (+ 808,73€ annui).
Le nuove regole di calcolo della pensione netta, però, potrebbero scattare a febbraio (o al più tardi a marzo), e in quell’occasione verranno pagati anche gli arretrati.
In quell’occasione l’Inps, infatti, dovrebbe applicare le nuove regole di calcolo della pensione netta disciplinate dalla legge di Bilancio, come pure la maggiorazione di 20 euro sull’incremento al milione.

