Venerdì 16 gennaio apre i battenti VicenzaOro, una fiera che cade in un momento veramente delicato per il settore orafo, alle prese con la corsa vertiginosa del prezzo del metallo e con la difficile situazione internazionale.
Per CNA Arezzo la partecipazione delle proprie aziende alla manifestazione vicentina è anche l’occasione per fare il punto sul settore e per lanciare un vero e proprio allarme alle istituzioni.
Innanzitutto il quadro della partecipazione aretina a Vicenza targata CNA con la responsabile del settore orafo, mostre e fiere Donatella Scalese.
“Siamo riusciti a mettere il segno più alla partecipazione delle nostre aziende partendo dal già ottimo risultato del 2025 – afferma Donatella Scalese.
Saranno infatti 51 le aziende che si sono affidate alla nostra esperienza e alle nostre capacità, un segnale molto positivo che indica che siamo vicini al territorio ed ai suoi imprenditori anche in un momento particolarmente difficile come questo.
Da VicenzaOro le aziende si aspettano segnali di ripresa del lavoro, in un mercato oggi segnato dall’impennata del prezzo dell’oro, aspetto che rende particolarmente difficile trovare nuovi mercati in grado di sopperire a questa situazione.
La speranza è nei paesi del Sud America, dopo la firma dell’accordo Mercosur e nei paesi emergenti dell’Africa che hanno grosse potenzialità”, conclude Scalese.
Un apprezzamento al lavoro fatto da CNA viene dal Presidente Orafi dell’associazione di Arezzo e della Toscana Mauro Benvenuto:
“Portare 51 aziende a Vicenza è un grande risultato che merita un plauso”, afferma Benvenuto che traccia però un quadro alquanto preoccupante della situazione.
“Forse ci troviamo davanti alla crisi più grossa mai attraversata dal nostro settore con un aumento significativo del ricorso alla cassa integrazione, ed è a rischio una filiera costruita con il lavoro di tre generazioni con grande fatica – sottolinea il Presidente Benvenuto.
Chiedo quindi alle istituzioni nazionali e regionali di starci vicino, di monitorare con attenzione la situazione e di aiutarci all’accesso rapido alla cassa integrazione.
Le nostre 1.100 aziende con i loro 8.500 addetti sono il polmone principale della nostra economia e oggi siamo in una situazione davvero pericolosa sulla quale ci vuole unità e sostegno da parte di tutti”, conclude Mauro Benvenuto.

