Oltre centocinquanta atleti raduno del Palazzetto del Nuoto

Un doppio raduno collegiale nelle festività del Palazzetto del Nuoto di Arezzo.

Circa centocinquanta atleti e atlete di sei società da Toscana e Lazio hanno nuotato insieme nelle piscine dell’impianto cittadino in occasioni di formazione, confronto e scambio di esperienze che hanno arricchito i giorni di festa per favorire una crescita tecnica e umana in vista della stagione 2026.

I raduni, organizzati dalla Chimera Nuoto, hanno proposto sessioni mattutine e pomeridiane con lavori specifici sui quattro stili orientati a comprendere la percezione del movimento in acqua, con i tecnici delle diverse realtà coinvolte che hanno collaborato a bordo vasca per uniformare metodologie, confrontare approcci di allenamento e attivare percorsi condivisi per il miglioramento del nuotatore nelle diverse fasce d’età tra i sei e i diciotto anni.

Il primo momento è stato rivolto specificatamente ai settori agonistici con la presenza di Chimera Nuoto, Viola Swim Team di Firenze, Bibbiena Nuoto e Centro Nuoto Valdarno di Montevarchi:

le ragazze e i ragazzi coinvolti hanno svolto allenamenti ad alta intensità focalizzati sul perfezionamento tecnico, sulla qualità della nuotata e sulla gestione dei carichi di lavoro, in un contesto stimolante di confronto diretto tra coetanei e istruttori.

I bambini e le bambine del settore preagonistico Propaganda sono stati poi i protagonisti di un secondo raduno che, oltre alla società casalinga, ha riunito anche la Orizzonte Blu di Montefiascone e la Cassia Nuoto di Vetralla a cui è stato proposto un lavoro sul corretto approccio ai diversi stili per favorire consapevolezza di sé, socializzazione, divertimento e spirito di gruppo.

«Questi raduni – spiega Marco Magara, direttore sportivo della Chimera Nuoto, – rappresentano ormai un atteso momento delle festività natalizie, con il Palazzetto del Nuoto che torna a essere luogo di crescita condivisa per atleti e tecnici dove il lavoro congiunto favorisce stimolo, scambio di metodologie e miglioramento della qualità dell’insegnamento».

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