Un intreccio di ancore, il vessillo della Croce, pettirossi presagio di rinascita, colori accesi, simbologie ecclesiastiche… è la meraviglia della Lancia d’Oro della 147esima Giostra del Saracino dedicata al Giubileo della Speranza e realizzata a quattro mani dall’artista valdarnese Mauro Capitani, autore del bozzetto, e dal Maestro Intagliatore Francesco Conti.


Paolo Bertini: “Siamo qui a presentare la Lancia d’Oro che per il quarto anno consecutivo è stata adottata da Nuova Comauto che ringrazio per accompagnarci in questo percorso, così come ringrazio tutte le altre aziende che ci stanno assecondando e che vedono la Giostra come un veicolo estremamente importante e prestigioso di visibilità a cui legarsi.
Ci tengo inoltre a ringraziare i rettori che con estrema solerzia hanno ottemperato a richieste arrivate solo qualche giorno fa dalla Asl e legate alla nuova normativa sull’utilizzo dei cavalli nelle rievocazioni storiche. Nello specifico si è reso necessario iscrivere i cavalli che gareggiano in un particolare albo di cavalli atleti e i quartieri si sono adoperati per completato l’iter per ogni soggetto con estrema velocità ed efficienza”.
“Siamo davvero orgogliosi di poter confermare per il quarto anno consecutivo la collaborazione con la Giostra del Saracino – commenta Andrea Ballocci di Nuova Comauto – evento immancabile tra gli appuntamenti estivi toscani non solo per Arezzo ma per tutta la regione. Vedere i vessilli dei quattro quartieri spiccare sulla nuova Renault 5 100% elettrica messa a disposizione per l’iniziativa, ci dà grande soddisfazione e, metaforicamente, simboleggia perfettamente l’incontro tra il passato e il futuro, tra la tradizione e l’innovazione che si conferma in questa collaborazione”.
Nel pensare l’opera l’artista di è ispirato idealmente all’ancora come simbolo di speranza. “Il tema centrale dell’elsa, riprendendo la dedica della Lancia d’Oro – spiega l’artista Mauro Capitani, annoverato tra i protagonisti della pittura contemporanea – è il Giubileo della Speranza che ho scelto di rappresentare attraverso uno dei simboli che evangelicamente evoca la speranza: l’ancora.
Dunque nell’elsa si ritrova questo gioco di ancore, un intreccio che avvolge il cono e che simboleggia fermezza, ancoraggio, qualcosa che ci tiene sicuri, così come la fede che tiene saldamente legati ai valori della vita.





Ho avuto il piacere di collaborare nuovamente con il Maestro Conti, con il quale avevo già lavorato nel 2010 quando realizzai il bozzetto per la Lancia d’Oro dedicata a Giorgio Vasari. Questa volta, il mio contributo non si è limitato al bozzetto, ma ho interamente dipinto l’elsa, ottenendo un risultato che considero molto bello”.
A scolpire sul tiglio l’idea di Capitani il Maestro Intagliatore Francesco Conti: “Ho scelto di proseguire l’elsa con una forma attorcigliata che richiama le colonne del Bernini – spiega il Maestro Francesco Conti – inserendo poi la miniatura bizantina di una figura ebraica con il corno che simboleggia il perdono, dunque il Giubileo, il ritratto di Papa Francesco con il suo stemma, Papa Leone XIV con il suo simbolo, due mani che idealmente sostengono l’asta e sotto un bassorilievo di una figura giottesca affrescata nella Cappella degli Scrovegni di Padova che rappresenta la Speranza”. A completare l’asta i simboli del Comune, dei Quartieri e l’icona di San Donato a cui è dedicata la Giostra di giugno.
A conclusione della conferenza stampa un commento di rito da parte dei rettori dei quattro quartieri.
Giacomo Magi (Porta Santo Spirito): “Mi preme ringraziare l’ufficio Giostra e l’amministrazione comunale per quanto fatto fino ad oggi e per quello che andrà a fare da qui a sabato, grazie anche al Comando della Polizia Municipale e in particolare al Comandante Poponcini sempre sensibile e vicino alle esigenze e alle problematiche dei quartieri. Mi auguro che questa lancia dedicata al Giubileo della Speranza possa seguire quella del 2016 dedicata al Giubileo straordinario della Misericordia e prendere la strada dei Bastioni.
Roberto Felici (Porta del Foro): “Ringrazio veramente chi ha ideato questa lancia, chi l’ha realizzata e chi ne ha permesso la realizzazione. E’ una lancia assolutamente nel solco di quelle che devono essere le lance della Giostra del Saracino: è bella, lineare, chiara, colorata, si capisce quello che deve significare. E mi rimetto all’anno giubilare e alla Speranza per la vittoria”.
Andrea Fazzuoli (Porta Crucifera): “Una lancia veramente bellissima, mi piacciono in particolar le due mani che stringono l’asta, la presa che simboleggia il sogno di un quartiere: abbracciare la lancia e poterla portare ognuno a casa propria”.
Maurizio Carboni (Porta Sant’Andrea): “Rinnovo i ringraziamenti per l’impegno e l’importante lavoro che viene svolto per l’organizzazione della manifestazione, un lavoro costante che non si vede sempre da fuori ma che noi dall’interno riconosciamo ed è tanto. Per quanto riguarda la Lancia che dire? Dopo aver vinto quella dedicata a San Francesco speriamo di proseguire quest’anno con la Lancia dedicata al Giubileo della Speranza.

