Nelle ultime settimane sono emersi alle cronache degli episodi che lasciano questa domanda senza alcuna risposta: lโeducazione sportiva, non solo dei bambini o ragazzi, ma degli istruttori in primis, รจ in pericolo?
โCome abbiamo evidenziato anche con lo studio di Sport&Fede, lโeducazione nello sport รจ un pilastro a forte rischioโ, sottolinea il Presidente del Centro Sportivo Italiano โ Comitato di Arezzo Lorenzo Bernardini, che prosegue:
โnon tanto per i ragazzi o i genitori, ma per gli istruttori e per chi ha un ruolo in societร .
Mi spiego meglio: come Csi abbiamo assistito a tante dinamiche e situazioni poco piacevoli, vissute in prima persona dai nostri dirigenti e/o raccontate da genitori che si confrontano periodicamente con noi.
Per esempio: persone che durante una partita di calcio entrano in campo e offendono pesantemente minori; allenatori/dirigenti che in gioco e da dietro le scrivanie attaccano gli utenti, fino ad adulti che con manie di grandezza cercano di imporsi con toni aggressivi sui direttori di gara e addetti ai lavori.
Questo non soltanto nel calcio ma anche in discipline individuali, tanto in voga nel nostro territorio, e in sport di squadraโ.
โOggi ci sorge un dubbio: chi svolge lโattivitร sportiva con i minori, รจ davvero un educatore?
Che tipo di valori riesce a trasmettere alle nuove generazioni per permettergli una sana crescita? Abbiamo una Comunitร Educante?
Domande alle quali รจ difficile dare una risposta se non quella da slogan. โEducare attraverso lo sportโ, il nostro motto, in questi contesti trova la difficoltร di trasmissione a causa di un tessuto sociale a forte rischio, e fatichiamo, anche noi, a risolvere determinate problematicheโ.
โTanti giovani si avvicinano per chiederci unโisola serena dove poter svolgere sport, e in cui vorrebbero trovare spazio per crescere e formarsi.
Ma questo รจ un palliativo: come contrastiamo la violenza che si sta sempre piรน generando nello sport? Nemmeno noi conosciamo una risposta al quesito, ma unโidea ce la siamo fatta: dobbiamo fare rete, a partire da noi enti che promuoviamo lo sport nel territorio;
le Federazioni devono ritrovare un loro ruolo centrale nella formazione di chi ha il compito di educare la disciplina ma soprattutto deve esserci dialogo tra tutte le persone, associazioni e artefici dello sport, non solo per evidenziare i fatti negativi, bensรฌ trovando soluzioni a queste problematiche, con unione dโintenti.
Solo cosรฌ potremo essere una Comunitร forte e capace di trasmettere valori che i giovani si ritroveranno nella societร del domani.
Il disagio giovanile lo possiamo arginare anche con il giusto modo di fare sport, ovvero con etica, educazione, professionalitร e senso civicoโ.

